11 Gennaio 2017

Torre Nord, il Tar: legittimo il rinnovo dell’ Aia

Torre Nord, il Tar: legittimo il rinnovo dell’ Aia

LA SENTENZA Il decreto del ministero dell’ Ambiente per il rinnovo dell’ Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l’ esercizio della centrale Enel a carbone di Torre Nord, rilasciato nel 2013, è legittimo. Lo ha deciso il Tar del Lazio respingendo il ricorso presentato dal Codacons e da un centinaio di cittadini. Il riocorso sosteneva come il decreto fosse stato emesso «senza un’ adeguata valutazione dei rischi». Dopo le verifiche tecniche disposte, però, i giudici amministrativi hanno confermato le conclusioni del Ministero. La prima contestazione riguardava proprio il sistema di alimentazione utilizzato per l’ impianto, cioè il carbone, invece di scegliere fonti di energia rinnovabile. In questo caso il Tar si è dichiarato incompetente, sottolineando come «l’ esame o la rivalutazione» di tali scelte «attengano alla politica energetica italiana». Respinta anche la contestazione secondo cui il decreto di rinnovo del Ministero non avrebbe imposto per l’ esercizio di Torre Nord il valore limite in concentrazione per il monossido di carbonio previsto dall’ Unione europea e che sarebbero state previste ore di funzionamento della centrale superiori rispetto all’ iniziale decreto Aia di riconversione a carbone, rilasciato nel 2003. Gli accertamenti disposti dai giudici, infatti, «escludono i molteplici motivi di censura esposti», considerato che «i risultati emersi dai campionamenti svolti hanno evidenziato parametri di inquinamento inferiori rispetto a quelli autorizzati dall’ Aia». Respinto dai giudici anche il richiamo del Codacons all’ indagine epidemiologica regionale sullo stato di salute della popolazione di Civitavecchia nel periodo 2006-2010. Da essa era emerso un quadro di mortalità naturali superiore di circa il 10 per cento rispetto alla popolazione residente nel Lazio. Secondo il Tar, però, anche «questa censura non convince. Poiché – si legge nel dispositivo – i dati dell’ indagine epidemiologica si riferiscono al periodo 2006-2010, appare evidente che, per il breve lasso di tempo trascorso rispetto alla conversione dell’ impianto, gli stessi non siano in grado di fornire evidenze certe in ordine alla specifica riconducibilità di un mutamento peggiorativo del quadro sanitario al mutamento delle condizioni di utilizzo della centrale di Torre Nord». Occorrerà ora vedere se il Codacons deciderà di ricorrere al Consiglio di Stato per cercare di ribaltare il pronunciamento del Tar. Re.Ci. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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