13 Marzo 2015

Tornata la luce a casa del rom Codacons: aiuti a chi ha bisogno

Tornata la luce a casa del rom Codacons: aiuti a chi ha bisogno

di Luana de Francisco A casa Levacovich è tornata la luce. E il merito è della corsa alla solidarietà della gente che, all’ indomani dell’ appello lanciato dal Codacons, non ha esitato a contribuire alla raccolta dei circa 500 euro necessari a saldare il conto delle bollette che il nomade e la sua famiglia non erano riusciti a pagare dal mese di ottobre. La vicenda era assurta agli onori della cronaca dopo che Mario Levacovich, 48 anni, ai domiciliari per una serie di furti, era stato trasferito dall’ appartamento Ater di via Divisione Garibaldi Osoppo, dove abita con la compagna Cinzia Braidich, una figlia e un nipote, al carcere di via Spalato. Il tribunale aveva deciso la sostituzione della misura, proprio a seguito del taglio della corrente elettrica e della conseguente interruzione del funzionamento del braccialetto elettronico, che il Riesame gli aveva ordinato di indossare durante la detenzione a casa. Ma a trasformare la curiosità dell’ opinione pubblica in un vero e proprio polverone di polemiche, il giorno dopo, era stata l’ ulteriore notizia del sostegno garanito da tempo alla famiglia del nomade dal Codacons e da una serie di altre associazioni, tra cui la Caritas, per superare le difficoltà economiche in cui versa. Ultimi in ordine di tempo, i disagi determinati dalla decisione della Green Network di bloccare l’ erogazione di luce e gas. Risolto in tempo da record, il caso ha continuato a suscitare «rabbia, sdegno e proteste» tra quanti – tantissimi, soprattutto nel web – non hanno affatto condiviso l’ iniziativa del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, ritenendola una sperequazione nei confronti di tutti gli italiani onesti che, al contrario del “rom ladro”, non beneficiano di alcun aiuto sociale. Il “lieto fine” diventa quindi l’ occasione per ribadire le motivazioni che hanno spinto il Coordinamento a proporre una colletta a favore della famiglia di Levacovich. «I soldi sono stati consegnati alla signora Braidich, perchè è a lei che sono intestate le utenze ed è da lei che abbiamo avuto mandato di rappresentarla con gli enti pubblici – ricorda l’ avvocato Vitto Claut, presidente del Codacons -. Il nostro coordinamento non aiuta i delinquenti, come ci è stato contestato in molti commenti, bensì la gente con difficoltà economiche. Il prestito – ha insistito – è stato fatto a lei e di questo ha indirettamente beneficiato anche il compagno. Persona che, peraltro, fino a quando non sarà emessa una condanna e questa non sarà passata in giudicato, non può essere definita un ladro. Se ha sbagliato, quindi, pagherà, ma nel frattempo questo non può precludere forme di aiuto a lui e alla sua famiglia. Senza contare, poi, la correttezza dimostrata dalla sua compagna, che, a differenza di tante altre famiglie di italiani che pure aiutiamo – e nel solo 2014 sono state oltre 90 -, ci ha già restituito con i lavori socialmente utili una parte dei fondi di solidarietà che le avevamo dato in passato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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