22 Ottobre 2010

Tornano gli incentivi per cucine e scooter

ROMA Servirà a finanziare l’ acquisto di moto, cucine a gas, elettrodomestici, case ad alta efficienza energetica. Ma anche trattori, gru e motori fuoribordo. E’ il Fondo unico per gli incentivi, costituito al ministero per lo Sviluppo, e raccoglie i 110 milioni di euro residui del precedente piano. Nel pacchetto ci sono anche bonus da 500 euro per facilitare la diffusione di Internet a banda larga tra i giovani tra 18 e 35 anni. Il ministro Paolo Romani, ha firmato il decreto che consentirà di erogare fino al 31 dicembre prossimo le somme non spese. «Con questa rimodulazione intendiamo consentire il pieno ed ottimale utilizzo delle risorse residue, in un contesto di perdurante stagnazione» fa sapere Romani. La redistribuzione avverrà in base alle richieste dei settori che hanno esaurito i fondi stanziati (nautica, macchine agricole e movimento terra, elettrodomestici, motorini). E prenderà il via il 3 novembre con la raccolta delle prenotazioni di rivenditori e consumatori. Fino ad allora gli altri settori che hanno ancora a disposizione fondi della dotazione iniziale, continueranno a seguire l’ iter in vigore. Contestualmente è arrivato il via libera del Tesoro al decreto per i rimborsi ai negozianti che hanno già partecipato. Per Romani «le misure di sostegno ai consumi sono state un successo». Non è dello stesso avviso il Codacons: «Servirebbero 3 miliardi e nuovi criteri di assegnazione. E’ una presa in giro lasciare invariati soldi e criteri, perseverando nell’ errore». In totale sono stati concessi oltre 925mila contributi, per una spesa di 189 milioni di euro. Tira un sospiro di sollievo l’ Ancma (produttori di cicli e motocicili) che conta di arginare un mercato in sofferenza (-20% su base annua con punte del -30% per gli scooter), e Coldiretti. IRPEF SEMPLIFICATA. Cinque aliquote, tre forme di prelievo, quattro modalità di tassazione, 134 possibili sconti tra deduzioni, detrazioni, crediti di imposta ed esenzioni. L’ Irpef (o Ire) è un rompicapo che non agevola i contribuenti nella dichiarazione dei redditi. Sarà dunque proprio l’ Irpef uno dei pilastri della riforma del fisco. Il Tesoro punta ad una semplificazione e soprattutto ad un «disboscamento» delle stratificazioni. L’ obiettivo da una parte è rendere più facile la vita al contribuente, dall’ altra anche recuperare gettito disperso in decine e decine di rivoli che non fanno la differenza nei bilanci delle famiglie. «La semplificazione è indispensabile», ha detto il direttore dell’ Agenzia delle Entrate Attilio Befera. «Tra le 242 forme di erosione del gettito molte saranno sicuramente accettabili, ma significa 242 pagine di istruzioni e di complicazioni per i cittadini. Il problema è che la prima, unica, grande riforma fiscale che abbiamo fatto è quella degli anni Settanta». L’ obiettivo è dunque quello di accorpare il più possibile, per esempio per la famiglia un unico contributo, sotto forma di assegno Inps, che eviterebbe la caccia alla ricevuta (per la palestra, la tessera del bus, la retta dell’ asilo). TAGLI IN FINANZIARIA. «Solo due mesi fa Berlusconi aveva promesso che il Governo non avrebbe toccato la sanità. Oggi, dati alla mano, possiamo dire con certezza che si trattava di una menzogna. E lo dimostrano i tagli di oltre 3,5 miliardi di euro solo per le politiche sanitarie». Lo dichiara la deputata del Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio, Margherita Miotto. I tagli più significativi riguardano il fondo sull’ edilizia sanitaria, che passa dai 2,120 miliardi dell’ anno scorso ai 236 di quest’ anno, un taglio di quasi il 90%. Inoltre la social card viene cancellata, il fondo sulle politiche a sostegno delle famiglie viene ridotto di oltre 70% passando dai 185 milioni dello scorso anno a 52 milioni, e sparisce anche il fondo per la non autosufficienza.

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