Tornano a correre i prezzi della benzina
-
fonte:
- Il Mattino
Tornano a correre i prezzi della benzina. E ripartono anche le vecchie polemiche. Consumatori contro compagnie e governo. I difensori degli automobilisti denunciano l’ennesima stangata, che stavolta ha colpito il controesodo pasquale. L’ Unione petrolifera ribatte che non è vero e minaccia persino ricorsi contro le accuse «diffamatorie» delle associazioni. È durata, insomma, ben poco la tregua delle vacanze. Appena compiuto il giro di boa della Pasquetta, tre compagnie hanno rivisto i listini. La Q8, ha aumentato di 1,5 centesimi i prezzi della benzina, che sale a 1,425 centesimi. Mentre il gasolio rincara di 2 centesimi, raggiungendo gli 1,259 euro. Benzina e gasolio di marca Erg subiscono invece entrambi un ritocco all’insù di un centesimo: la benzina sale a 1,418 euro e il gasolio a 1,244 euro. Infine, la Shell ha rivisto il prezzo della verde, che ora costa 1,424 euro, 0,2 centesimi più di prima. E il gasolio, con aumento di 0,5 centesimi, arriva a 1,254 euro. Complessivamente, una stangata da 19 milioni di euro, considerando l’effetto moltiplicativo sugli altri prezzi del caro- carburanti, denuncia il Codacons. E l’andamento delle quotazioni del petrolio non promette nulla di buono. Il greggio, infatti, dopo aver sfiorato lunedì gli 87 dollari, il massimo da 18 mesi, ieri ha aggiornato il record, superando gli 87 dollari. È il livello massimo da ottobre del 2008. In attesa che venga convocato dall’esecutivo il tavolo dei carburanti, con i petrolieri e i gestori (tavolo annunciato nei giorni scorsi dal sottosegretario Stefano Saglia, che potrebbe tenersi in settimana), si torna quindi a parlare dell’annosa questione delle accise. Il nodo che nell’ultimo decennio nessun governo è riuscito a sciogliere. L’Adoc ne sollecita una riduzione. «Occorre abolire le accise introdotte per eventi eccezionali dal 1935 al 2004, e poi rese permanenti, per un taglio di 30 centesimi di euro sul prezzo al consumo di un litro di benzina», si fa avanti Carlo Pileri, presidente dell’Adoc. «Molte delle accise furono introdotte in seguito a eventi eccezionali e temporanei, come la guerra di Abissinia del 1935, o il terremoto dell’Irpinia nel 1980. Nonostante il cessare della situazione straordinaria, le tasse non sono state abolite. E oggi siamo costretti a pagare un balzello di 0,30 euro, Iva compresa. Queste accise incidono sul costo finale delle benzina per il 21%», fa notare Pileri. Federconsumatori e Adusbef ripropongono, invece, l’accisa mobile e la sterilizzazione dell’Iva.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Benzina, carburanti, gasolio, Prezzi, unione petrolifera
