Torna l’incubo della mucca pazza. In fin di vita una 42enne a Livorno
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fonte:
- Adnkronos on line
Livorno – (Adnkronos) – La signora, madre di una bambina di quattro anni, è malata da anni della cosiddetta encefalite da prione. Gli specialisti: "Non esistono delle cure". Si tratta del secondo caso in Italia dopo il primo decesso, registrato nel 2003 a Ragusa in Sicilia nel 2003. Coldiretti: "E’ un’eredità del passato. La carne oggi è sicura". Codacons: "Non abbassare la guardia". Adoc: ”Fazio faccia chiarezza”. Nel mondo 220 casi fra il 1195 e il 2010. L’identikit del prione. Scienziato americano si fa leggere il Dna e scopre come morirà
Livorno, 21 lug. (Adnkronos) – Una livornese di 42 anni, madre di una bimba di 4 anni, lotta tra la vita e la morte in ospedale a Livorno: il suo sistema nervoso è stato aggredito dalla cosiddetta encefalite da prione, una particella infettiva proteica che colpisce il cervello. Un caso, dunque, di mucca pazza nell’uomo. Lo riporta il quotidiano ‘Il Tirreno’.
La donna era stata ricoverata all’Istituto neurologico Besta di Milano lo scorso anno per una decina di giorni, e la diagnosi non le aveva lasciato scampo: sindrome di Creutzfeldt-Jacob "nuova variante". In altre parole: mucca pazza, confermata dagli specialisti dell’Irccs milanese.
La donna è stata seguita dal Besta nell’inarrestabile decorso della malattia neurologica che l’ha ridotta oggi in fin di vita. Al momento, spiegano infatti gli specialisti, non esistono cure. Si tratta del secondo caso di variante umana della sindrome di Creutzfeldt-Jacob, registrato in Italia. La prima paziente era una donna siciliana che si è ammalata nel 2002.
Sulla vicenda interviene la Coldiretti. ”Se confermato – dicono – , è un’eredità del lontano passato facilmente prevedibile, per i lunghi tempi di incubazione della malattia, che non ha nulla a che fare con il consumo della carne italiana che è del tutto sicuro grazie a un rigido sistema di controlli introdotto con successo nel 2001 per far fronte all’emergenza Bse”.
Il Codacons invita invece a non abbassare la guardia. "Il secondo caso di contagio umano da morbo di Creutzfeldt-Jakob – dice il presidente dell’associazione consumatori, Carlo Rienzi – evidenzia come il livello di attenzione sul fenomeno della mucca pazza debba essere ancora elevato. Avevamo ragione nel chiedere lo scorso anno ancora massimo rigore nei controlli in Italia e in Europa".
Per rassicurare gli italiani, l’associazione di consumatori chiede inoltre al ministero della Salute di "rendere pubblici i dati su controlli e sequestri di carne sospetta, connessi al morbo della mucca pazza, effettuati negli ultimi due anni in Italia".
Dal canto suo l’Adoc chiede al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, di fare chiarezza sull’episodio: ”Non vi puo’ essere alcun insabbiamento su un tema cosi’ delicato come la salute – afferma Carlo Pileri, presidente dell’associazione – il ministro ci dica chiaramente se, oltre al caso di Livorno, ci sono altri casi di mucca pazza in Italia, quali sono, se ci sono rischi per i cittadini e, in caso, di che tipo di rischi si puo’ parlare e come possono essere evitati”.
Secondo la European Creutzfeldt Jakob Disease Surveillance Network dell’European Centre for Disease Prevention and Control sono stati duecentoventi i casi di variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob nel mondo rilevati fra il 1995 e il 2010. Il quadro della situazione tracciato dall’autorità europea mostra i due casi rilevati in Italia, 173 casi totali registrati in Gran Bretagna, il Paese più colpito, e poi venticinque in Francia, quattro in Irlanda, tre negli Stati Uniti, uno in Canada, uno in Arabia Saudita, uno in Giappone, tre in Olanda, due in Portogallo e cinque in Spagna.
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