24 Ottobre 2009

Torna in vigore l’ora solare Lancette spostate di un’ora indietro

Questa notte l’Italia sposterà le lancette degli orologi un’ora indietro (precisamente alle 3 si tornerà alle 2) per passare, dopo sette mesi di ora legale, all’ora solare. Dal 29 marzo al 25 ottobre 2009, grazie proprio a quell’ora di luce in più al giorno che permette di ritardare l’utilizzo della luce artificiale, sono stati risparmiati in totale 643 milioni di kilowattora. Se l’ora solare porterà sollievo ai dormiglioni, chi piangerà saranno i più attenti al portafoglio: secondo Terna, infatti, con l’ora legale l’Italia ha risparmiato in 7 mesi circa 93 milioni di euro, pari ad un minore consumo energetico di 643 milioni di kilowattora. E poi c’è il bioritmo, che ogni anno per ben due volte subisce questo trauma da fuso orario.  Un trauma che, come rilevato da un’indagine Codacons, il 50% degli italiani non gradisce. Eppure l’ora "civile convenzionale", il termine scientifico per indicare l’ora solare, è stata introdotta nel nostro Paese nel 1916, seppur abolita e ripristinata più volte, specialmente tra il 1940 e il 1948 a causa della Seconda guerra mondiale. Nel 1966 ci fu una prima regolamentazione del cambio d’orario: una legge stabiliva che l’ora legale dovesse durare dalla fine di maggio alla fine di settembre. Dal 1981 al 1995, invece, fu estesa dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre. Nel 1996, il passaggio tra ora solare e ora legale ha assunto la forma che oggi conosciamo: quell’anno, infatti, si stabilì a livello europeo di estendere l’ora legale dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre. In termini di costi, considerando che per il cliente finale 1 kilowattora è costato, nel periodo in esame, in media circa 14,5 centesimi di euro al netto delle imposte, l’Italia ha risparmiato con l’ora legale 93 milioni di euro. Dal 2004 al 2009, secondo i calcolo di Terna, il risparmio complessivo del Paese è stato di 3,7 miliardi di kilowattora, pari ad un valore di circa 500 milioni di euro. Nel dettaglio: ad aprile si è avuto un risparmio di oltre 169 milioni di kWh, a maggio di 87 milioni di kWh, a giugno di 34,7 milioni di kWh, a luglio di 35,6 milioni di kWh, ad agosto di 38 milioni di kWh, a settembre di 85,5 milioni di kWh e ad ottobre di quasi 193 milioni di kWh. I mesi di aprile e ottobre hanno fatto registrare, come di consueto, il maggior risparmio di energia elettrica. Ciò è dovuto al fatto che questi due mesi hanno giornate più corte in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell’intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un’ora, quindi, si ritarda l’utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno funzionamento. Nei mesi di estate piena come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono già più lunghe rispetto ad aprile, l’effetto "ritardo" nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali ed è perciò meno marcato in termini di risparmio di elettricità.

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