5 Aprile 2016

Torna in aula la Rimborsopoli I giudici: Regione è parte civile

Torna in aula la Rimborsopoli I giudici: Regione è parte civile

La Regione Lombardia è stata ammessa come parte civile. Come dire che, in caso di condanna, i politici che hanno sperperato denaro pubblico per fini privati dovranno restituire i soldi con tanto di interessi, sotto forma di risarcimento per il danno di immagine arrecato all’ ente. Questa la novità della terza udienza del processo che vede imputati 56 ex consiglieri regionali per la cosiddetta Rimborsopoli, oltre tre milioni di euro di presunte ‘spese allegre’ con i soldi messi a disposizione dalla Regione. Escluse invece le associazioni Codacons, Codici Nazionali e Codici Lombardia. Le decisioni sono state prese dai giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano nell’ udienza svolta ieri nell’ aula bunker del carcere di San Vittore. La Regione aveva chiesto di avere un ruolo nel processo per chiedere i danni a quei politici – sarebbero trentuno – che «ad oggi non hanno ritenuto di adempiere al rimborso volontario». L’ udienza di ieri è stata dedicata anche alla discussione delle parti sulle liste testi e sull’ ammissione delle prove. Sono circa 1.800 i testimoni citati. I giudici hanno concesso tempo ad accusa e difese fino a venerdì per depositare le prove documentali e rinviato l’ udienza al 19 aprile. Altre udienze sono state calendarizzate per il 18 e 26 maggio e il 9 e 29 giugno. Nel processo, che riguarda rimborsi ingiustificati per pranzi, spese e servizi di rappresentanza tra il 2008 e il 2010, ci sono anche tre nomi mantovani: l’ ex presidente del consiglio ed ex assessore (nonché attuale segretario provinciale della Lega nord a Milano) Davide Boni, l’ ex assessore del Pdl Carlo Maccari e l’ ex consigliere leghista Claudio Bottari, contro il quale la Regione non si è costituita perché tra i consiglieri che hanno già risarcito di propria iniziativa gli importi contestati. Le accuse più gravose a Boni: secondo la tesi dell’ accusa, l’ ex presidente del consiglio regionale avrebbe intascato in modo illegittimo 32mila euro in buoni benzina nell’ arco di nove anni, tra il 2003 e il 2011.
 

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