Torino si mobilita per il Salone
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fonte:
- La Stampa
Hotel strapieni, fino al 90%, e ristoranti che, eccezionalmente, prolungheranno il servizio fino alla mezzanotte. Anche quest’ anno il Salone del Libro fa il tutto esaurito in città. Alla vigilia dell’ apertura, la kermesse da 300 mila visitatori regala il sorriso al turismo sotto la Mole. A confermarlo sono prima di tutto i siti di prenotazione alberghiera convenzionati con la manifestazione, come Booking.com. Dai due stelle ai quattro o cinque lusso, la musica è la stessa: qualche sparuta camera libera, le altre già occupate. Prenotate dai 1200 espositori presenti in fiera, dagli addetti ai lavori e da un pubblico che arriverà qui da tutto il mondo. Librolandia gallina dalle uova d’ oro per albergatori e taxisti. Insomma, il lamento sulla città “chiusa” nei confronti del Salone non è caduto nel vuoto. “E’ a maggio la nostra alta stagione”, spiega la presidente dell’ Ascom, Maria Luisa Coppa. Decisamente soddisfatto è Maurizio Baldini di Federalberghi: “Registriamo un livello più che soddisfacente di occupazione – commenta -, un pienone dell’ 88%, che ci fa ben sperare”. Le associazioni di categoria puntano su guadagni ammazza crisi, incoraggiati dalla buona risposta dei clienti. Anche a dispetto dei prezzi, lievitati del 30% rispetto ad altri periodi dell’ anno. Un aumento messo sotto accusa dall’ Osservatorio del portale europeo Trivago, frequentatissimo dai turisti. Gli hotel brindano Se Venezia per l’ America’ s Cup fa crescere il listino prezzi dell’ 11%, solo Cannes (per il Festival del Cinema) emula Torino quanto a rialzi. Ma alle accuse di speculazione gli albergatori non ci stanno: “Noi partiamo da tariffe molto più basse che altrove. Il prezzo medio di una stanza è 133 euro in alta stagione”. E intanto, la domanda non manca. I dati di ieri indicavano che al Principi di Piemonte, uno degli alberghi più “in”, su 99 camere ne restavano una decina disponibili. Giusto le supersuite da 400 e 700 euro, per intenderci. Mancano gli sconti A puntare il dito contro i rialzi è Tiziana Sorriento, presidente del Codacons Piemonte: “Va bene muovere l’ economia, trascinati dalle belle iniziative, ma questi rincari sono ingiustificati, vanno in controtendenza con il tipo di pubblico dell’ evento, famiglie e giovani, che non ha grande possibilità di spendere. Ci vorrebbero agevolazioni per queste categorie”. Della stessa opinione è anche il presidente di Librolandia, Picchioni, che dopo la sollecitazione ai commercianti, si aspettava una risposta più decisa: “Bando alle polemiche, ora siamo concentrati sull’ evento. Attendevamo dalle istituzioni la convocazione di un tavolo per studiare sconti e promozioni, cosa che non è avvenuta”. Cenare a prezzi politici Nessuna regia dall’ alto sui servizi, dunque. Ciascuno fa per sé. E’ il caso dei ristoranti: non sono riusciti a darsi un ordine di scuderia, ma non si sono dimostrati insensibili agli appelli. Un piccolo gruppo di loro, circa dieci esercizi (la lista è sul sito del Salone) ha deciso di “consorziarsi per tenere aperto oltre la mezzanotte – racconta Maurizio Zito, proprietario del Gufo Bianco e consigliere della relativa sezione dell’ Ascom -, con offerte per chi presenta il tagliando della manifestazione”. Purtroppo non sarà ovunque così. Ma il referente assicura la disponibilità dei colleghi a fare gli straordinari: “Basterà prenotare”. Cultura di strada La febbre di Librolandia toccherà quest’ anno anche il centro storico, con un gioco letterario a premi, Esperienza Cult, progetto di Camera di Commercio, con Regione, Ascom e Confesercenti. Un primo passo verso il coinvolgimento dei commercianti nella manifestazione, per un Salone sempre più evento di cultura e motore di economia.
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