25 maggio 2018

Torino, la rabbia dopo la tragedia «Quel camion non poteva stare lì»

CALUSO (TORINO).Due ore di interrogatorio per allontanare da sé le accuse di disastro ferroviario e omicidio colposo. Darius Zujis, l’ autista lituano di 39 anni indagato per l’ incidente ferroviario di Caluso in cui sono morte due persone e altre 23 sono rimaste ferite, due in modo grave, piange e si dispera davanti al procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando. «Non ho deciso io il percorso, non sono stato io a voler passare da lì», sostiene l’ uo mo, che prima di sedersi davanti al magistrato ha avuto anche un lieve malore. «Con il carico la visibilità è fortemente ridotta, nelle manovre – spiega – mi guida l’ equipaggio in cuffia». Gli accertamenti effettuati dalla polizia ferroviaria, coordinata dalla procura eporediese, non escludono nessuna ipotesi. «Il punto cruciale sono le comunicazioni fatte o non fatte dalla ditta con la polizia stradale, le ferrovie, l’ Anas e tutti quelli che sono chiamati ad organizzare il passaggio di un transito eccezionale – spiega Ferrando -. Per passare con un mezzo del genere c’ è bisogno di un lasso di tempo larghissimo quindi nella programmazione del traffico e del passaggio c’ è qualcosa che non ha funzionato. Se le comunicazioni non sono state fatte correttamente allora è un fatto molto grave». Chi non ha dubbi sul fatto che il trasporto eccezionale «non ha rispettato le condizioni generali di utilizzo dell’ autorizzazione» è l’ Anas. Il trasportatore, sostiene la società, «non ha adempiuto» alle prescrizioni assunte, tra i quali quello di non impegnare attraversamenti di passaggi a livello con linee elettrificate», proprio come quello dell’ incidente Caluso Torino di Arè, al chilometro 11,5 della statale 27 ora interrotta al traffico come la linea ferroviaria tra Chivasso e Ivrea, mentre sul tratto Ivrea -Aosta la circolazione è ripresa all’ ora di pranzo. In attesa che la magistratura chiarisca cause e responsabilità, per pendolari e associazioni di consumatori l’ incidente è il segnale dell’ urgenza – dicono -di mettere in sicurezza il trasporto. Ed è polemica sulla pericolosità dei passaggi a livello, in corrispondenza dei quali in Italia, secondo il Codacons, ci sono stati duecento incidenti tra il 2005 e il 2016 con 189 vittime. Un lungo elenco che dalla scorsa notte va aggiornato con i nomi di Roberto Madau, il macchinista 61enne del treno che tra qualche mese sarebbe andato in pensione, e di Stefan Aureliana, romeno di 64 anni residente a Busto Arsizio (Varese) che conduceva il mezzo di scorta tecnica al tir. Elenco che poteva essere ancora più lungo se l’ Eurocity 38 Milano Centrale -Ginevra, ieri pomeriggio, avesse urtato ad una velocità superiore un mezzo per la manutenzione delle gallerie. È accaduto nei pressi di Preglia di Crevoladossola. Per i 198 a bordo un po’ di paura ma nessuna conseguenza. Tra i passeggeri, una trentina su quello che doveva essere l’ ul timo treno della giornata, i feriti sono stati 23. Due, entrambe donne, le più gravi. Sono Manuela Amà, 43 anni, operata alla gamba sinistra. La prognosi è di 60 giorni. È invece in prognosi riservata Morena Gauna, la capotreno 35enne: per estrarla dalle lamiere accartocciate del vagone in cui si trovava i vigili del fuoco hanno impiegato più di un’ ora. Danno il triste annuncio della morte dell’