24 Luglio 2015

“Toppe per le buche” La procura indaga sulla truffa del bitume

“Toppe per le buche” La procura indaga sulla truffa del bitume

Quella lega che serve per tappare le buche di Roma deve essere analizzata per capire se sia idonea agli standard. La procura di Roma indaga sulle buche della capitale. Dall’ Aurelia alla Cristoforo Colombo, gli inquirenti sono al lavoro su un fascicolo che tocca uno dei tasti più dolenti per i romani che si spostano su due e quattro ruote. Il pm Alberto Galanti ha disposto una serie di accertamenti tecnici per analizzare l’ asfalto utilizzato per appianare i dissesti stradali sparsi sul territorio della città. L’ indagine, partita da un esposto del Codacons, mira a capire se all’ interno del Comune venga utilizzato uno standard di riferimento unico per la composizione del materiale steso sulle strade e se venga rispettato dalle ditte che eseguono i lavori di manutenzione. Inoltre, se anche i municipi si attengano a tali direttive e se gli appalti vengano assegnati nel rispetto delle procedure. Punto cardine, quindi, sarà l’ analisi di alcuni campioni di conglomerato bituminoso, l’ asfalto, utilizzato per alcune manutenzioni stradali. D’ altra parte é stata la stessa associazione dei consumatori a rappresentare il problema, fornendo dei dati che evidenziano, per alcune strade della città – via della Pisana e la Passeggiata del Gianicolo, nei pressi dell’ ospedale Bambino Gesù – “una percentuale di bitume sul peso della miscela del 3,97 per cento, mentre i limiti di accettazione dell’ Anas vanno dal 4,5 al 6,1 per cento”. Numeri ai quali l’ associazione ha fornito anche un commento netto: “Si evidenzia quindi una scarsità di bitume, motivo della cattiva tenuta delle strade romane”. Il fascicolo, al momento, è ancora contro ignoti. L’ inchiesta é ai primi passi ma sono stati già disposti acquisizioni di atti e una consulenza tecnica. L’ indagine conoscitiva del Codacons, invece, é già agli atti della procura, allegata all’ esposto. Lo studio, condotto da un biofisico, da un medico del lavoro è da un ingegnere civile, riguarda non solo i materiali usati ma anche i contraccolpi che un manto stradale dissestato provoca su una persona alla guida: “Attraverso un vibrometro, montato a bordo di una Smart, di un taxi e di un motorino – si legge nell’ esposto – sono state osservate e calcolate le ripercussioni sulla schiena dei guidatori. Per l’ esperimento è stata scelta via Guido Reni, la strada che dalla Flaminia arriva al ponte della Musica: secondo gli specialisti, le sollecitazioni a livello osteo-articolare sono fortissime”.

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