Topicida nelle insalate, allarme dalla Germania
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fonte:
- Il Mattino
Tullio De Simone Cinghiali radioattivi in Valsesia, molluschi al cadmio venduti a Chioggia, controlli a raffica sulle truffe legate alla carne di cavallo. Ed ora le insalate con veleno per topi. Scandali a ripetizione, sicurezza alimentare sempre più a rischio. E a tavola tutti abbiamo più paura. L’ ennesimo allarme, stavolta, è arrivato dalla Germania, dove è stata individuata una partita di insalata importata dall’ Italia contaminata da un topicida. L’ insalata farebbe parte di un gruppo di 110 cassette vendute nella regione di Reno-Meno, 105 delle quali sono state distrutte mentre altre 5 mancano all’ appello e una sarebbe stata già venduta. Si tratterebbe di lattuga romana importata da un grossista di Francoforte, e prodotta da una azienda di Angri, nel salernitano, «Ortofrutticola La Trasparenza», di cui è titolare il 51enne Antonio La Mura, il quale si è prontamente difeso respingendo ogni responsabilità. «L’ insalata – ha riferito La Mura – non era confezionata e io non uso topicida. Come fanno i tedeschi a lanciare queste accuse? Io non vendo direttamente in Germania, ma solo ai mercati generali. Ci sono altri intermediari che portano la merce sui singoli mercati, in Italia e all’ estero, dopo averla stoccata in magazzini. Come si fa a dire che il topicida non sia stato messo in uno di questi passaggi? Io non ho mai avuto problemi del genere, ho venduto la partita d’ insalata integra a un grossista di Verona, poi da quel momento non so cosa sia accaduto. Se fossero state trovate tracce di fertilizzanti – ha concluso La Mura, che lavora nel settore ortofrutticolo dal ’77 – potrei essere accusato di non aver controllato l’ insalata, ma rispetto al topicida io e la mia azienda non c’ entriamo». Il nostro Ministero della Salute a scopo cautelativo ha avviato tutte le procedure previste allertando l’ assessorato competente della Regione Campania per l’ adozione di eventuali misure di controllo. In questi casi viene attivata la rete degli interventi operativi dei Nas con specifiche ispezioni. Anche se, secondo una prima ricostruzione, la contaminazione della lattuga potrebbe essere avvenuta nello stesso magazzino del grossista tedesco. La conferma arriva dal dicastero di Lungotevere Ripa: «Non si può escludere questa ipotesi, per altro il riscontro è stato effettuato in autocontrollo e non in seguito ad un controllo ufficiale delle autorità tedesche». Di qui la richiesta delle autorità italiane di effettuare controlli anche sulla ditta di Francoforte. Il Ministero della Salute ha confermato che «una busta di veleno per topi non integra è stata rinvenuta in una cassetta di legno aperta di lattuga romana, dunque non confezionata, su 110 cassette fornite al grossista tedesco». Il rinvenimento e la conseguenziale informativa sono stati notificati attraverso il sistema di allerta della Commisssione Ue. Delle cinque cassette di insalata mancanti, una è stata venduta in un mercato della cittadina di Offenbach, mentre altre quattro sono già state smerciate ai consumatori da venditori ambulanti. Non si hanno avuto comunque, notizie di avvelenamenti. Il caso ha scatenato una serie di reazioni in Italia, in primis della Cia (confederazione agricoltori) e del Codacons. E per la Coldiretti «va tutelato il primato nella sicurezza alimentare conquistato dalla produzione di frutta e verdura italiana in Europa. Bisogna verificare in che punto della filiera è avvenuta realmente la contaminazione». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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