Topi e cattivi odori, a Roma è emergenza rifiuti in tutta la città
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fonte:
- Leggo
di Lorena Loiacono
Sporca, evidentemente sporca: la Capitale è al collasso, sommersa di rifiuti. Lasciati ovunque, intorno ai cassonetti della spazzatura stracolmi lungo i marciapiedi, nel cuore del Pigneto, a Tor Pignattara e al Quadraro.
Stessi scenari, nei giorni scorsi, tra il Tuscolano e l’Appio Claudio e San Giovanni. La raffinata via Flaminia, alle spalle del ministero della Marina, ieri era una discarica a cielo aperto. Un divano invece, con tanto di cuscini foderati, pochi giorni fa prendeva il posto delle panchine davanti ai negozi di viale Marconi allestiti per i saldi. «Neanche più gli zingari se lo vengono a prendere»: commentavano con le vecchiette del quartiere. Mentre alla Garbatella i secchioni vengono prima dati alle fiamme, come accaduto il 3 luglio scorso alle 10 di sera lungo via Cloro, e poi vengono ribaltati a terra, come è accaduto lunedì in via Lasagna congestionando il traffico a ridosso della circonvallazione Ostiense. Una situazione esplosiva. E tra i romani parte la class action: “si tratta – spiega Carlo Rienzi del Codacons – di un’azione collettiva al Tar contro il Campidoglio per risarcimento danni. Un ricorso permanente, come il degrado che c’è a Roma». L’analisi, di quanto sta accadendo per le strade di Roma, arriva dall’assessore all’ambiente Estella Marino: «In questi giorni – ha spiegato – si è verificata una forte pressione sugli impianti TMB, infatti le difficoltà sono riferite soprattutto ai rifiuti indifferenziati e alla rigidità del sistema di impianti per il trattamento. Nel fine settimana nell’impianto di Rocca Cencia si è resa necessaria la sostituzione di un cilindro usurato: Ama sta mettendo in campo tutte le forze per recuperare e riportare a una situazione di decoro le zone che hanno maggiormente sofferto. Abbiamo constatato problemi a macchia di leopardo in alcune zone, in altre invece il servizio sembra stia tornando alla normalità con cassonetti svuotati e perimetro attorno pulito». Purtroppo però si tratta di una situazione che si ripresenta con troppa frequenza. Basta un guasto, infatti, e il banco salta: l’Ama non ha un sito di stoccaggio, è sufficiente un solo impianto in affanno per mandare tutto il sistema in tilt. E lasciare l’immondizia in strada. Con buona pace dei romani. L’Ama comunque, prossima alla presentazione del piano industriale tra poche settimane, sta valutando la possibilità di istituire delle piccole piazzole di “raccolta” temporanee: una sorta di minicentri di selezione all’interno della città, da utilizzare nei momenti critici per raccogliere i sacchi della spazzatura lasciati lungo le strade fuori dai cassonetti ormai strapieni, e di permettere una selezione successiva per la raccolta differenziata.
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