10 Marzo 2012

Tonfo della produzione: -5%,mai così giù dal 2009

Tonfo della produzione: -5%,mai così giù dal 2009

Cinzia Peluso Indietro di 24 mesi. Crolla la produzione industriale. A gennaio segna meno 2,5% rispetto a dicembre. Meno 5% a confronto con lo stesso mese di un anno fa. Dato, quest’ ultimo, corretto per gli effetti di calendario (21 i giorni lavorativi quest’ anno contro i 20 del 2011). Ed è il risultato peggiore da dicembre del 2009. Lo ha calcolato l’ Istat, a consuntivo. Ma nella sfera del futuro Confindustria non veda nulla di buono. Nelle consuete stime, annuncia che a febbraio ci sarà un altro calo. Sarà, prevede il Centro studi, dell’ 1% su base mensile. Produzione indietro tutta, quindi. E si allunga la serie dei cali tendenziali consecutivi. Il buon risultato dello scorso dicembre (più 1,2%) riguardava, infatti, il trend congiunturale. Se si guarda, invece, all’ andamento tendenziale annuo, siamo al quinto mese consecutivo con il segno meno. La serie negativa, proseguita fino a gennaio, è iniziata a settembre scorso. Computer, orologi e prodotti elettronici e ottici sono tra i pochi settori – insieme all’ attività estrattiva e alle industrie alimentari, delle bevande e dei tabacchi – che si salvano. La crescita annua per questi comparti oscilla in una forchetta compresa tra il 5,8 e il 2 per cento. Nella lista dei peggiori spicca, invece, l’ auto. C’ è stato una brusca retromarcia delle quattro ruote rispetto a gennaio del 2011. Meno 36,8%. Il dato, corretto per gli effetti di calendario, è il peggiore da febbraio del 2009. Proprio ieri l’ Oica, l’ Organizzazione internazionale costruttori automobili, ha diffuso i dati sulla produzione di autoveicoli in Europa. L’ Italia, al quinto posto, è stata battuta persino dalla Repubblica Ceca. Ha perso quasi 50 mila unità, il 5,7% con 790.348 autoveicoli prodotti. Mentre i 27 Paesi Ue più quelli Efta hanno messo a segno una crescita del 6,6%. La marcia per guadagnare terreno, rispetto al periodo della recessione rallenta, quindi. E lo raccontano le cifre degli esperti di viale dell’ Astronomia. Si riduce al 5,4% il recupero dai minimi della recessione segnati a marzo del 2009. Inoltre, si allunga la distanza rispetto al picco di attività pre-crisi, che era stato segnato ad aprile del 2008. Detto in cifre, la percentuale scende a -22,1%. Del resto, riferisce il consueto sondaggio di Confindustria, gli imprenditori non sono affatto ottimisti. Giudizi e attese sugli ordini sono peggiorati a febbraio. Le piccole e medie aziende si sono dichiarate pessimiste anche rispetto ai nuovi ordini. Anche se la contrazione stimata è meno marcata di quella di gennaio. Pessimisti anche i consumatori. Il Codacons denuncia che è inutile meravigliarsi del crollo della produzione. «Un dato inevitabile, considerato il crollo dei consumi, le famiglie non hanno soldi per acquistare i beni prodotti dalle industrie», si denuncia. Di qui l’ appello: «Monti dovrebbe invertire la rotta in relazione al problema della bassa crescita. Finora le tasse sono state alzate ai poveri, invece, che agli speculatori finanziari, a chi possiede grandi patrimoni e a quelli che guadagnano più di 90.000 euro. Inoltre, sono stati congelati pensioni e stipendi dei dipendenti statali, facendo schizzare contestualmente i prezzi con l’ aumento dell’ Iva e delle accise». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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