TOMMASI UFFICIALIZZA SCIOPERO, SALTA PRIMA GIORNATA SERIE A
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fonte:
- Velino.it
Roma – "La prima giornata di serie A non si gioca, ci abbiamo provato fino in fondo ma tutti i tentativi sono andati vani". Con queste parole il presidente dell’ Associazione italiana calciatori Damiano Tommasi ha ufficializzato lo slittamento della prima giornata di Serie A per il mancato accordo con le società su contributo di solidarietà e allenamenti dei fuori rosa. In mattinata lo stesso Tommasi aveva avanzato una proposta di compromesso, la firma di un contratto ponte valido fino al 30 giugno 2012 sulla base dell’ intesa Beretta-Campana del 30 maggio scorso. Nonostante il parere favorevole di alcuni presidenti, in particolare quello del Palermo Maurizio Zamparini e quello del Napoli Aurelio De Laurentiis, i club non hanno accettato la proposta. Il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete ha definito poco chiare le proposte del sindacato calciatori: "Ci sono persone che chiedono tanto, ma non talvolta non si capisce nemmeno cosa chiedono. Diventa difficile dare risposte". La prima giornata del campionato 2011-2012, che doveva partire domani con gli incontri Siena-Fiorentina e Cagliari-Milan, viene dunque rinviata a data da destinarsi. L’ ipotesi più probabile è che venga recuperata il 21 dicembre. Sulla questione è intervenuta anche l’ associazione dei consumatori Codacons, che oltre a chiedere la decurtazione dello stipendio dei giocatori di 1/38 in caso di sciopero, si è detta pronta a dare battaglia in sede giudiziaria qualora i club non risarciranno i tifosi del danno subito. "Tutti facciamo sacrifici. Non si capisce perché nel mondo del calcio questa realtà non debba valere. Inoltre non si spiega come mai tutti criticano lo sciopero generale, partiti di opposizione compresi, e nessuno critichi questo sciopero", ha argomentato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. "Stesso discorso – prosegue Rienzi – vale a maggior ragione per i tifosi che hanno pagato un regolare abbonamento per vedere le 19 partite di campionato giocate in casa e che ora hanno diritto a vedersi restituito 1/19 dell’ abbonamento pagato, ossia la quota parte di quanto non usufruito. Se le società di calcio non sentissero ragioni, il Codacons annuncia fin d’ ora l’ intenzione di offrire assistenza legale affinché i tifosi ottengano non solo la restituzione di parte dell’ abbonamento, come è loro diritto, ma anche gli interessi legali ed il danno esistenziale subito per aver perso il primo incontro della loro squadra del cuore".
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