23 Luglio 2007

Tolta la multa a chi non paga il ticket. Non a Como

Parcheggi La sentenza milanese non sarà applicata sul Lario a causa di una delibera di giunta del `95
Tolta la multa a chi non paga il ticket. Non a Como

Quel che a Milano è legge, a Como non vale. Se mancano parcheggi a strisce bianche, dice la Cassazione e ha confermato nei giorni scorsi un giudice di pace meneghino, è legittimo parcheggiare senza pagare il ticket su quelle blu o gialle. Ma per il capoluogo lariano non cambierà nulla, perché una delibera della Giunta Botta del 1995, lo esenta dal rispetto del codice della strada nella proporzione tra parcheggi a pagamento e non. Il 9 gennaio scorso la Suprema Corte aveva dichiarato annullabili le multe inflitte agli automobilisti che parcheggiano nelle aree delimitate dalle strisce blu senza pagare il ticket, se gli amministratori dei centri urbani non hanno previsto in prossimità anche un numero sufficiente di posti a sosta libera. Quel caso giudiziario partiva dalla Sardegna. Dopo qualche mese, un automobilista ha vinto la sua causa contro il Comune, a Milano. Il caso, stavolta, è quello del signor . L`uomo parcheggia sotto casa, in via Adige, dove sono previsti solo parcheggi a strisce blu, quindi a pagamento orario, e a strisce gialle, per i residenti. Non risulta residente ma non paga il biglietto. Gli arrivano, dunque, quindici multe. L`uomo, all`ennesima multa, decide di ricorrere al giudice di pace, perchè, dice, ha il domicilio in quella zona ma non ha ancora ottenuto la residenza, per questo non sa dove parcheggiare e non può permettersi di pagare 1,20 euro all`ora per 11 ore, tutti i giorni. Il giudice, Ines Robolotti, accoglie il ricorso e annulla il verbale di una multa, presa da Armanini per non aver esposto il “gratta e sosta“ sull`auto parcheggiata. Il Codacons, l`associazione dei consumatori, che aveva sostenuto l`uomo durante la causa in tribunale esulta e fa sapere che questa è già la seconda vittoria. “C`è già stato un pronunciamento di questo tipo a Salerno – spiega l`associazione – e questa è la prima volta che succede a Milano“. Secondo il Codacons, anche in questo caso, la multa è stata annullata “perchè nel luogo della sosta incriminata non vi era, come prescrive l`art.7 comma 8 del Codice della strada, proporzionalità fra i posti a pagamento e quelli gratuiti e contiguità fra le due aree destinate alle due tipologia di sosta“. Possono sperare nella clemenza di qualche giudice anche gli automobilisti di Como, dove dal 1994 ad oggi gli stalli bianchi sono stati dimezzati (da 5.723 a 2.685) mentre quelli blu sono triplicati (da 2.459 a 6.813)? Ormai vige la rassegnazione anche tra i responsabili dell`Acus, l`Associazione civica utenti della strada, che nei mesi scorsi ha più volte dato battaglia sul tema dei parcheggi a pagamento. “La sentenza di Milano – osserva Mario Lavatelli, avvocato e presidente dell`Acus – è un`applicazione di quella della Suprema Corte, che a sua volta si richiamava al codice della strada secondo il quale bisogna avere sempre dei posti bianchi vicini quando si istituisce una zona a pagamento con i parcheggi blu, tranne che nelle aree di rilevanza urbanistica, come quelle a traffico limitato“. Il problema è che “il Comune di Como aveva reso urbanisticamente rilevante tutto il territorio con una delibera di giunta del `95“. “In questo modo l`amministrazione ha aggirato un principio che deriva dal codice della strada“, conclude sconsolato Lavatelli. Non pensa quindi, l`Acus, di rivolgersi alla magistratura, bensì punta a trattare con l`assessore Fulvio Caradonna, che nella nuova giunta ha assunto anche la delega alla Viabilità. “Apprezziamo – dice l`avvocato – che l`assessore Caradonna stia valutando il discorso di non introdurre più modificazioni ai parcheggi, se non dopo l`approvazione di un piano di parcheggi aggiornato e concordato con le associazioni. Ci sembra positivo: è quello verso cui stavamo spingendo, confortati anche dal difensore civico regionale che ha invitato il Comune a rispondere alle nostre istanze su strisce blu e linee dei bus. Aspettiamo una chiamata“.

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