4 Ottobre 2013

Tofu indigesto Pisapia denunciato per il menu vegano

Tofu indigesto Pisapia denunciato per il menu vegano

Venticinquemila euro buttati nei bidoni dell’ umido. È questo il significato più amaro del pranzo vegano. Perché per acquistare tofu, zucca, zucchine, grano saraceno e soia per gli 80mila bambini che mangiano tutti i giorni in mensa, MilanoRistorazione ha speso circa 21mila euro tra grano e tofu e 3700 euro per la salsa di soia. Per fortuna almeno lo chef Pietro Leehmann, guru della cucina vegana che ha un ristorante in via Panfilo Castaldi e ha ideato il menu per i bambini, ha lavorato gratis come hanno confermato da Miri. La Presidente Iacono è sollevata, si compiace del fatto che poteva andare peggio… – scrive una mamma sul forum delle Commissioni mensa, in riferimento alle dichiarazioni della presidente di MiRi – in che senso non mi è chiaro… Peggio di migliaia di bimbi a digiuno e chili e chili di cibo buttato? Ma se c’ era già la certezza che questa cosa così concepita (e con questo menu) sarebbe andata così male, perché perseverare?». L’ iniziativa vegana, che rientra in un pacchetto di cinque \u201cgiornate speciali\u201d per insegnare ai bambini a conoscere altre culture, è stato un fallimento. Quello che è stato insegnato, soprattutto ai bambini delle elementari che hanno più consapevolezza, è che il cibo si può buttare. Mentre Milano Ristorazione abbozza e considera l’ esperimento un discreto successo, l’ associazione a tutela dei consumatori Codacons è pronta a farsi promotrice di una class action. I genitori che vorranno farsi rimborsare il pranzo, visto che quasi nessun bambino ha mangiato il pasto completo (in molti hanno ripiegato su pane e banane), potranno contattare il Codacons che avvierà l’ azione legale. Considerando che un pasto costa, in media, 5 euro a bambino, si tratterà di una battaglia più simbolica che altro. Ma l’ obiettivo finale del Codacons è più alto: garantire ai genitori la libertà di scelta. «Le famiglie non possono essere costrette a sottoscrivere il contratto con Milano Ristorazione e sostenere gli abnormi costi delle rette imposti solo per permettere ai loro figli di mangiare a scuola e proseguire, poi, le lezioni pomeridiane. Questo anche in considerazione delle gravi difficoltà economiche che hanno molte famiglie milanesi che non riescono ad arrivare a fine mese», è l’ opinione del presidente Marco Donzelli. La proposta è di tornare alla schiscetta, per cui ognuno si porta il pranzo da casa. L’ idea, stando ai forum sul web di chi fa parte delle commissioni mensa, non dispiace alle famiglie. Il tema del costo del pasto, e la possibilità che si possa pagare volta per volta e non un forfait all’ anno (che per MilanoRistorazione è di 680 euro l’ anno in fascia massima), è stato affrontato in più occasioni. Per ora, però, Miri non si è mostrata disponibile. «È risaputo che con le rette della fascia massima pagano anche il pasto a chi è moroso o a chi è esentato per reddito», scrive un genitore. «Se ogni famiglia pagasse solo per i giorni effettivi consumati la MiRi non starebbe in piedi».
michela ravalico

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