26 Novembre 2005

Tocca al latte Milupa: raffica di sequestri

Roma. Ora tocca alla Milupa. Il procuratore capo di Ascoli, Franco Ponticelli, ha firmato il decreto di sequestro dei prodotti Babymil (scadenza febbraio 2006), Aptamil 2 dicembre 2005), Aptamil Soia2 (marzo 2006), Aptamil (giugno 2006). Buona parte di questi prodotti era stata già ritirata dalla Milupa dopo il risultato delle analisi. i sequestri, come è accaduto per i prodotti della Nestlè, sono stati affidati al Corpo forestale dello Stato. Il legale della multinazionale ha avuto già un primo contatto con il procuratore e nei prossimi giorni metterà a disposizione degli inquirenti l`organigramma dell`azienda. La procura ha stabilito che i lotti di latte sequestrati rappresentano “corpo del reato“, utili dunque “ai fini dell`indagine“ che appare, dopo il blitz e le polemiche che ne sono seguite, molto complessa. Per cercare di ricostruire la vicenda e il ruolo che in essa ha svolto il ministero della Sanità, Ponticelli ha inviato gli uomini della Forestale nella sede del ministero per ascoltare, come persone informate dei fatti, alcuni funzionari che hanno seguito la vicenda, da quando è giunta la segnalazione dall`Arpam fino alla decisione di inviare, come è prassi, la nota d`allerta all`Ue, sul prodotto “contaminato“. Nel mirino della Procura finiscono anche le direzioni sanitarie delle regioni. Ponticelli, infatti, vuole capire se l`allarme lanciato dall`Arpam alla Lombardia (sede della Nestlè e della Milupa) sia stato prontamente girato alle altre Regioni. Un sospetto che la direzione generale sanità della regione respinge. I consumatori ritengono di non essere stati adeguatamente informati e di fatto, ancora oggi, nessuna della aziende chiamate in causa ha fornito i dati sulla produzione dei lotti di latte ritirati dal commercio. In sostanza ancora non si sa per quanto tempo queste confezioni di latte sono rimaste sugli scaffali a disposizione delle mamme e dei bambini. Le concentrazioni di Itx – la sostanza per l`Istituto superiore della Sanità, non ha effetti genotossici – variano da prodotto a prodotto in base alla confezione. Dove c`è una forte presenza di colore giallo, la percentuale di Itx è elevata. Il latte con la maggiore percentuale di Itx è quello Mio della Nestlè con 370 microgrammi per litro, come evidenziato dalle analisi. Gli altri oscillano tra 95 e 250 microgrammi. Sono ancora migliaia le telefonate che giungono al call center del ministero della Sanità da parte di mamme in allarme perché in questi mesi hanno dato il latte all`Itx. Nessuno di questi bambini corre dei rischi. I medici e gli esperti su questo punto sono stati chiari. E comunque, come sottolineato dalla Federfarma, le farmacie sono state allertate ed hanno bloccato la vendita delle confezioni contaminate già prima delle comunicazioni delle aziende coinvolte. Malgrado ciò c`è già una richiesta di risarcimento danni. Una coppia di coniugi di Civitavecchia ha deciso di rivolgersi al Codacons per ottenere dalla Nestlè un risarcimento di 2.500 euro per lo spavento subito alla notizia del ritiro delle confezioni di latte. I controlli continueranno anche ora che il sistema di imballaggio è stato modificato. Ma oltre alla qualità, l`altro fattore sotto osservazione è il prezzo. Il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, a Barcellona in occasione della Conferenza dei presidenti dei parlamenti dell`Euromediterraneo, ha effettuato una verifica dei costi recandosi in una farmacia. Il risultato è stato davvero amaro: il prezzo italiano è più alto del 25-30%. Una differenza, per Casini, “non banale“ sulla quale occorre riflettere.

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