5 Gennaio 2011

Titoli spazzatura, ultima chiamata

EMPOLI. Ultima chiamata per centinaia di risparmiatori del circondario dell’ Empolese-Valdelsa truffati in banca con Parmalat, Cirio e Tango bond. Le associazioni dei consumatori lanciano l’ appello a citare in giudizio gli istituti che hanno venduto i titoli spazzatura e spiegano cosa si deve fare per riavere indietro i soldi. Il messaggio è rivolto a tutti quei cittadini che, su consiglio delle banche, hanno investito i risparmi di una vita (trentamila euro la media degli investimenti a risparmiatore) in titoli "spazzatura". E sono già oltre cinquecento i risparmiatori del circondario e del resto della provincia che si sono rivolti alla Federconsumatori: "Noi – spiega il presidente Giuseppe Minigrilli – lavoriamo su un doppio binario. In sede penale siamo parte civile nei processi contro i responsabili dei crac. Allo stesso tempo valutiamo i singoli casi, per capire se ci sono gli estremi per avviare un’ azione legale nei confronti della banca per la vendita dei titoli a rischio. Si tratta di stabilire, se il cittadino vittima del crac finanziario è un investitore occasionale mal consigliato, che su indicazione della banca di "fiducia" ha buttato al vento i suoi risparmi di una vita oppure se si tratta di un investitore abituale che di conseguenza era consapevole dei rischi. Invitiamo pertanto – conclude Giuseppe Minigrilli – i risparmiatori truffati a rivolgersi in tempi rapidi ai nostri uffici". Contemporaneamente anche il Codacons chiama a raccolta i risparmiatori del circondario dell’ Empolese Valdelsa attraverso la campagna "Riprendiamoci il maltolto": "La dinamica – sottolineano dall’ associazione – è sempre la stessa: la banca ha nel proprio portafogli titoli prossimi al crac e decide di disfarsene collocandoli presso i piccoli risparmiatori, senza avvisare dell’ elevato rischio dell’ investimento. Ai cittadini, spesso anziani privi di qualsiasi nozione di politica bancaria, viene furbescamente fatto firmare un foglio dove essi si assumono piena responsabilità dell’ alto rischio dell’ operazione. L’ unico modo per riavere indietro i soldi è interrompere la prescrizione e citare in giudizio gli istituti di credito". In particolare, per quanto riguarda i Tango Bond è iniziato il conto alla rovescia: il 23 dicembre 2011 scadrà infatti il termine per agire contro le banche che hanno venduto i titoli, senza fare chiarezza sulla reale rischiosità dei titoli argentini: "Incalzati dagli atti di citazione dei nostri avvocati, le banche stanno accettando con sempre maggiore frequenza, di transigere le cause promosse dai risparmiatori, riconoscendo somme che vanno dal 70 al 120% degli investimenti effettuati". Secondo le associazioni di consumatori sarebbero ancora centinaia i risparmiatori del circondario che sono in possesso di questi titoli che, male informati, non sanno di essere ancora nei termini per agire in giudizio contro la banca: "Invitiamo queste persone – sottolinea l’ avvocato Sabrina Ramello, referente del Codacons a Fucecchio – a venire da noi: riceveranno tutte le indicazioni sulla documentazione da presentare e le informazioni per dare avvio all’ azione legale contro la banca". © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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