16 Aprile 2014

«Titoli del 1905, Bankitalia paghi»

«Titoli del 1905, Bankitalia paghi»

LECCE – Per anni ha pensato che quelle due obbligazioni da 10 e 20 lire del 1905, scovate per caso in una vecchia credenza appartenuta al nonno, fossero carta straccia. Solo di recente, Oronzo Fusaro, stimato commercialista leccese con studio professionale in via don Bosco, incuriosito dall’ articolo apparso su un settimanale, s’ è deciso a inviare copia dei documenti ad «Agitalia», un’ associazione che, sul proprio sito web, promette «il recupero, attraverso azioni legali stragiudiziali e giudiziali, di titoli bancari e postali, titoli di Stato e simili mai riscossi». Morale: per i consulenti l’ obbligazione da 20 lire risalente al 1° gennaio 1905 potrebbe ancora tramutarsi in una discreta somma di denaro frusciante: 16.000 euro. Il dottor Fusaro anni fa ricevette in eredità da una zia un vecchio casale nelle campagne del Salento, e quando nel 2006 cominciò a fare i primi lavori di ristrutturazione, all’ interno di un mobile trovò ciò che, secondo «Agitalia», a distanza di oltre un secolo, potrebbe tramutarsi in un piccolo tesoro. Una bufala? «Non ho niente da perdere, al massimo avrò buttato al vento i 110 euro pagati a una certa dottoressa», confessa Fusaro. Mentre Agitalia resta piuttosto possibilista: «Attraverso una transazione si potrebbe ottenere qualcosa, almeno la metà dei 16 mila euro che noi crediamo possa valere quell’ obbligazione», spiega Mario Marchetti, uno dei consulenti dell’ associazione. «Fu una sorpresa trovare nascoste quelle antiche carte dopo tanti anni, insieme ad alcuni scritti di mio nonno al quale in origine apparteneva il casale», afferma Oronzo Fusaro. Ma per Agitalia non ci sono dubbi sul valore della vetusta obbligazione: «Il titolo, perfettamente integro, è stato fatto stimare da un nostro consulente contabile ed è risultato un valore monetario attuale, tra interessi, rivalutazione e capitalizzazione, per oltre 100 anni di giacenza nelle casse dello Stato di circa 16mila euro. Il professionista ha conferito mandato al nostro ufficio legale per agire al fine del recupero della somma presso la Banca d’ Italia ed il Ministero delle Finanze obbligati in solido ad onorare tutti i debiti degli istituti bancari non più esistenti e dei titoli pubblici facenti capo allo Stato italiano ed al Regno d’ Italia. Abbiamo già inoltrato la richiesta al Ministero dell’ Economia ed a Bankitalia per la restituzione della somma maggiorata con tutti gli emolumenti di legge nella misura sopraindicata». L’ avvocato Piero Mongelli, responsabile dell’ ufficio legale del Codacons di Lecce, invita alla cautela: «Su questo fronte è bene andare con i piedi di piombo. Non esiste una giurisprudenza e non ci sono, a nostro giudizio, appigli giuridici certi su cui incardinare una causa con il Ministero o con Bankitalia. Sappiamo che esistono delle associazioni che si stanno impegnando, ma non ci è chiaro con quali risultati. L’ invito, perciò, è ad essere cauti e a fidarsi di organismi riconosciuti tra quelli maggiormente rappresentativi». Antonio Della Rocca RIPRODUZIONE RISERVATA

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