12 Dicembre 2018

Tirreno Power, parte civile il Ministero della Salute

il dicastero di giulia grillo ha deciso di costituirsi contro l’ azienda di vado ligure esultano gli attivisti e il m5s. la replica: «già dimostrato, nessun inquinamento»
Giovanni Vaccaro Colpo di scena nel processo che vede al banco degli imputati 26 manager e consiglieri di amministrazione di Tirreno Power. Ieri mattina, durante la prima udienza davanti al giudice Francesco Gian none, è stato annunciato che anche il ministero della Salute si costituirà parte civile. Una decisione, quella del ministro Giulia Grillo, che avrebbe vinto anche una serie di resistenze interne. Con il dicastero chiederanno di entrare nel processo anche Codacons, Articolo 32 ed Adac. Già ammessi, invece, come parte ci vile il ministero dell’ Ambiente e le sei associazioni che da anni combattono la loro battaglia contro la centrale termoelettrica di Vado-Quiliano: Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana. La prima udienza si è conclusa dopo pochi minuti a causa di un problema burocratico, ma il giudice ha già stabilito il calendario provvisorio del processo: si tornerà in aula il 31 gennaio, mentre le altre sedute si dovrebbero svolgere tra il 19 marzo ed il 17 dicembre. La costituzione del ministero della Salute ha assunto anche un significato politico evidente, con il M5S in prima fila: «Sostanzialmente il Movimento a Savona è nato proprio dal meetup che ha intrapreso fra le primissime battaglie quella su Tirreno Power-commenta il portavoce Eric Festa -. Si sono unite persone come Matteo Mante ro, Simone Valente e Sergio Battelli, che hanno iniziato l’ attività allora ed oggi sono in Parlamento. L’ avvio del processo è positivo, ne eravamo certi: il danno sanitario sul territorio è stato enorme. In passato i ministeri erano in antitesi, ora sono a fianco degli interessi della collettività». Dal canto suo Tirreno Power ribadisce: «Oggi ci sono i dati ufficiali che affermano in modo chiaro che la centrale a carbone non ha provocato né danni alla salute né all’ ambiente. Dopo l’ archiviazione dell’ omicidio colposo e dell’ abuso d’ ufficio con i dati reali della Regione siamo certi che anche verrà dimostrata anche in questo caso l’ insussistenza di quanto viene contestato. Ora chiediamo che la giustizia restituisca la verità a un territorio e alle centinaia di lavoratori che hanno vissuto sulla loro pelle un dramma sociale inutile e ingiustificato». –

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