3 Giugno 2011

Tirrenia, prove di accordo tra Cin e la Regione Sardegna

Tirrenia, prove di accordo tra Cin e la Regione Sardegna
 

ROMA – La Regione Sardegna sulla rotta della Compagnia Italiana di Navigazione (Cin), la società che si è aggiudicata la Tirrenia. Il possibile ingresso dell’ ente regionale segnerebbe la fine delle ostilità scoppiate a seguito della decisione della Sardegna di far noleggiare dalla Saremar, la compagnia rilevata dallo Stato e in attesa di privatizzazione, di due navi per i collegamenti con l’ isola nelle more dell’ istruttoria avviata dall’ Antitrust contro il caro-traghetti. Lunedì e martedì scorso, secondo quanto risulta a Il Messaggero, si sarebbero tenuti incontri riservati tra emissari dell’ ente presieduto da Ugo Cappellacci e rappresentanti della cordata attualmente composta in parti uguali dalla Marinvest di Granluigi Aponte, co-proprietaria di Grandi Navi Veloci (Gnv), Moby di Vincenzo Onorato e la Grimaldi Lines di Emanuele Grimaldi allo scopo di valutare la possibilità di far posto al partner pubblico nel capitale di Cin. La newco ha ottenuto il 23 maggio dal Ministero dello Sviluppo il via libera per rilevare dal commissario straordinario Giancarlo D’ Andrea la Tirrenia in amministrazione straordinaria. Il perfezionamento dell’ operazione è subordinato all’ ottenimento del disco verde dell’ Antitrust: una pre-notifica dell’ acquisto sarebbe stata fatta qualche giorno fa mentre nei primi giorni della prossima settimana si prevede il deposito dell’ atto formale. Cin ha offerto 380 milioni, di cui 200 milioni al closing e il resto in tre rate da 60 milioni l’ una da versare in relazione all’ incasso di contributi pubbli ci di 72 milioni previsti dal piano, in un arco di otto anni. Il veicolo farà fronte all’ investimento attraverso un finanziamento di 304 milioni di Unicredit, che funge da advisor e di Intesa Sanpaolo, in quote paritetiche, garantito dal pegno sulle azioni della società e il resto (76 milioni) dall’ equity dei soci.Ma a increspare le acque ha provveduto l’ intervento della Guardia di Finanza che sospetta l’ esistenza di un cartello dei prezzi tra armatori privati con aumenti compresi tra il 90 e il 110%. E sulla scia delle indagini della Finanza l’ Authority guidata da Antonio Catricalà ha avviato un’ istruttoria nei confronti di quattro compagnie nel mirino: Moby (Onorato), Grandi Navi Veloci (Aponte), Snav e Forship che opera col marchio Sardinia Ferries. Il sommovimento è nato da una denuncia della Regione Sardegna che ha stigmatizzato un’ operazione negativa per il turismo dell’ isola e da un esposto del Comitato contro la speculazione, un raggruppamento che mette insieme Adoc, Codacons, Movimento per la difesa del cittadino, Unione consumatori. Per difendersi dal cartello, l’ ente regionale è corso ai ripari facendo affittare alla Saremar due navi per assicurare i collegamenti fra il continente e l’ isola. La mossa della Sardegna ha fatto andare su tutte le furie Cin che ha minacciato ricorsi ad ampio raggio fino a mettere in discussione il perfezionamento dell’ acquisto di Tirrenia. L’ intervento delle diplomazie e un incontro svoltosi a palazzo Chigi con Gianni Letta hanno allentato la tensione favorendo il dialogo tra le parti che potrebbe concretizzarsi con l’ ingresso della Regione nella newco all’ interno di un rimescolamento azionario: Grimaldi e Aponte si attesterebbero al 40% a testa, un 10% resterebbe a Onorato e un altro 10% verrebbe rilevato dalla Sardegna. r. dim. RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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