11 Dicembre 2007

Tir, strade in tilt per lo sciopero

Oggi spiragli dall`incontro con il governo
Tir, strade in tilt per lo sciopero

Strade e autostrade italiane in tilt per lo sciopero degli autotrasportatori, che ieri ha creato non pochi disagi con blocchi selvaggi. Il fermo, cominciato ieri, durerà per quattro giorni, come segno di protesta contro il governo responsabile, a detta delle organizzazioni del settore, di non tenere in dovuta considerazione le esigenze della categoria. E non è bastata la convocazione del governo per questa mattina a palazzo Chigi, ritenuta “tardiva“ e quindi non sufficiente a far revocare il fermo. L`adesione, hanno riferito le associazioni di categoria, ha raggiunto il 90%, con pesanti ripercussioni sulle consegne delle merci. E per questo il garante degli scioperi è intervenuto facendo sapere che “i blocchi non sono ammessi“ e saranno previste sanzioni per chi contravverrà al codice della strada. Intanto i sindacati dei gestori dei benzinai hanno lanciato l`allarme: se la protesta seguirà, l`Italia rischia di finire a secco. Ma i disagi non finiranno qui: c`è il rischio per la consegna dei prodotti come il latte, la farina e gli ortofrutticoli. A lanciare l`allarme la Cia-Confederazione italiana agricoltori e la Confagricoltura. Uno spiraglio potrebbe arrivare oggi dall`incontro convocato a palazzo Chigi al quale parteciperà il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi, che però non nasce sotto i migliori auspici perché Bianchi, ricordando le misure prese dal governo a favore del settore, ha definito lo sciopero “inopportuno“, mentre le associazioni di categoria hanno bollato come “insufficienti“ queste misure accusando il governo di aver fermato la riforma dell`autotrasporto “solo perché era stata messa in cantiere dal precedente governo“ e di aver provocato la paralisi “agendo con superficialità“. Lo stop ha sollevato le critiche anche delle associazioni dei consumatori. Per il Codacons i camionisti che bloccano la circolazione “vanno immediatamente identificati dalle forze dell`ordine e le procure devono indagarli per interruzione di pubblico servizi“. Un allarme è arrivato da Adiconsum che ha messo in guardia perché il fermo nazionale “rischia di essere strumentalizzato per giustificare ulteriori aumenti del prezzi, soprattutto in considerazione del fatto che ciò avviene alla vigilia di Natale“.

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