11 Maggio 2004

Timori per il petrolio e la stretta monetaria in Usa

L?incandescente situazione internazionale e il sabotaggio in Iraq deprimono i mercati. Milano perde il 2,18%. Vola il prezzo della benzina


Borse, l?oleodotto in fiamme brucia 150 miliardi


Pesanti perdite dei listini europei: timori per il petrolio e la stretta monetaria in Usa





MILANO. Lunedì nero per le piazze finanziarie europee che hanno bruciato ieri ben 150 miliardi di euro in capitalizzazione. Un insieme di fattori negativi che vanno dai timori per un aumento dei tassi di interesse prima del previsto da parte della Federal Reserve, all?impennata dei petroliferi e all?incandescente situazione internazionale, hanno concorso a deprimere le Borse europee, ma anche Wall Street, che hanno chiuso la giornata in caduta verticale, così come già i mercati asiatici nella notte, con Tokyo che crolla del 4,84%. Londra ha chiuso a -2,29%; Parigi -2,73; Francoforte -2,85; Milano -2,18.
Anche la Borsa statunitense ha imboccato la strada del ribasso. Il Dow Jones ha ceduto l?1,26% a 9.990,02 punti mentre il Nasdaq è sceso dell?1,14%. In calo dell?1,05% a 1.087,13 punti lo Standard & Poor?s 500. Il Dow Jones è sceso sotto i 10.000 punti per la prima volta da cinque mesi esatti, cioè dal 10 dicembre 2003. Gli addetti ai lavori imputano alla prospettiva di un rialzo dei tassi d?interesse la ragione delle difficoltà in cui si trova il mercato azionario, ma questa non può essere la sola causa della crisi, che invece probabilmente va ricondotta a un mix di fattori. Il rialzo del costo del denaro è infatti inevitabile; inoltre, una volta deciso dalla Fed, sarà minimo, presumibilmente di un quarto di punto.
Il mercato è alle prese con un mix di fattori negativi, che vanno dall?impennata dei prezzi petroliferi (saliti di circa il 50% rispetto ad un anno fa), all?acuirsi delle tensioni geopolitiche, con riferimento agli sviluppi sempre più drammatici della situazione in Iraq e al recente attentato in Cecenia. Le Borse non sono riuscite a beneficiare nemmeno del ribasso, contenuto, del prezzo del petrolio, dando invece maggiore importanza al sabotaggio dell?oleodotto nell?Iraq meridionale, che ha comportato l?interruzione delle esportazioni. Il petrolio è in discesa dopo la fiammata di venerdì fino a quota 40 dollari a barile e si attesta a New York poco sopra i 39 dollari a barile dopo aver aperto a 38,65, con un calo del 3,2%. A spingere il ribasso le dichiarazioni del ministro saudita Ali Al-Naimi che ha esortato l?Opec ad aprire i rubinetti della produzione (almeno 1,5 milioni di barili in più), rassicurando i mercati dopo il sabotaggio in Iraq.
PREZZI. Anche il 2004 rischia di essere un anno rovente per i prezzi: l?allarme è stato lanciato dal Codacons che ha stimato in 1.116 euro (+4,1%) l?aumento medio per l?anno in corso della spesa per la famiglia italiana. Secondo i dati, per i beni e i servizi acquistati in un anno dalle famiglie (dall?abitazione alla luce, dai vestiti al cibo, dalle commissioni bancarie alla scuola, dal cinema alle assicurazioni) la spesa passerà dai 27.077 euro del 2003 ai 28.193 del 2004. L?attenzione dei consumatori al momento è concentrata comunque sul caro benzina dopo gli aumenti che hanno portato il pieno al suo record storico, oltre 1,15 euro a litro la verde, e che ieri ha registrato l?annuncio di nuovi rincari (+0,006 euro litro) all?Agip e all?Ip. Secondo l?Associazione l?aumento della benzina porterà nelle casse dello Stato alla fine dell?anno 9 milioni di euro in più.

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