timidi segnali di ripresa dei consumi
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fonte:
- Il Messaggero
PERUGIA – I timidi segnali di ripresa dei consumi vanno di pari passo con un altrettanto sensibile risalita dei prezzi al consumo. Le notizie peggiori per massaie e consumatori umbri arrivano dai banchi di frutta e verdura ma, dopo essere scesi in un anno del 20%, ad aprile anche i prezzi di benzina e gasolio sono tornati a crescere. E a pochi giorni dalla festa della mamma, nonostante un giro d’affari in calo, per fiori e cioccolatini si spenderà il 10% in più rispetto ad un anno fa. Per i prodotti ortofrutticoli la soluzione resta accorciare la distanza tra produttore e consumatore. «Concordiamo con Coldiretti sulla necessità di accorciare la filiera – sostiene Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e con l’organizzazione ci stiamo battendo per portare sempre più produttori nelle città e nelle frazioni per dare la possibilità ai cittadini di tagliare almeno i costi di tali prodotti di prima necessità. Ma è chiaro che dobbiamo fare attenzione ai prezzi che non possono essere gli stessi dei supermercati e al tempo stesso ci aspettiamo una qualità superiore». A volte sono gli stessi consumatori a complicarsi la vita, complici anche i tempi sempre più risicati della vita moderna. «Bisognerebbe evitare di acquistare l’insalata già confezionata, ad esempio – aggiunge Falcinelli – che arriva a costare anche 5-6 euro al chilo». Un’altra nota dolente è quella delle primizie. «Non c’è motivo di correre dietro a tali prodotti, comprando susine del Cile (4,5 euro al chilogrammo, ndr) o i primi agretti di stagione (oltre 3 euro). Torniamo a comprare insalata sfusa e, in questo periodo, accontentiamoci anche di mele, kiwi e banane». All’insalata, tra l’altro, spetta il record dei rincari rispetto a 12 mesi fa, +60/70%, con il prezzo che, nei supermercati umbri, anche ad aprile si è mantenuto sempre sopra i 2 euro. Intanto, analizzando i prezzi di 20 prodotti di prima necessità con i consumi medi pro capite delle famiglie, "Osservaprezzi" ha individuato in Terni come seconda città meno cara d’Italia, tra le medio-grandi. Ma si tratta dei dati di febbraio e marzo: ad aprile la musica sembra già essere cambiata.
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