10 Febbraio 2002

Ticket sulla carne? Un coro di “no“

Mucca pazza, controlli e polemiche

Ticket sulla carne? Un coro di “no“


PALERMO. Le reazioni al ticket sulla carne si accavallano e si scontrano, i controlli crescono e le polemiche pure. La risposta delle associazioni dei consumatori alla proposta del ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno non lascia dubbi. In un comunicato congiunto Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori contestano l`idea del ministro. “Dire no all`introduzione di ticket sulla carne non è solo difendere il potere di acquisto dei consumatori – è scritto in una nota -, ma ribadire un principio fondamentale: in un Paese civile, la delicata questione della sicurezza alimentare, dell`integrità della persona, è un diritto che deve essere difeso dalla collettività e da chi ha responsabilità di governo, con grande determinazione e rigore, e senza estemporanee tassazioni di settore“. Il “no“ a un prelievo parafiscale sulla carne arriva anche dall`Adiconsum che paragona il ticket a una nuova tassa sul macinato. E alla schiera dei contrari si aggiunge il segretario generale dell`Acu, associazione consumatori utenti, Gianni Cavinato, responsabile per l`Italia della campagna Ue “Educare alla sicurezza alimentare“. “La prima cosa che dovrebbe fare il ministro – commenta -, è quella di consultare preventivamente tutti i soggetti rappresentativi della filiera, dagli allevatori ai consumatori“. E gli fa eco il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi: “Suscita perplessità e qualche dubbio la proposta di mettere il ticket sulla carne in quanto ritengo che sia gli istituti zooprofilattici che i servizi di veterinaria abbiano svolto una funzione importante“. Tra gli “oppositori“ c`è pure Giuseppe Guastella, presidente della Coldiretti siciliana, secondo cui “non si possono risolvere le emergenze con i ticket, ma con una politica che programmi sempre la tutela dei cittadini“. Secca la replica di Alemanno: “Non vi è nessuna intenzione di imporre dall`alto provvedimenti che non trovino il consenso delle categorie produttive e dei consumatori, ma faccio notare che che molti di coloro che sono intervenuti sulla mia proposta non ne hanno compreso l`esatto significato“.
Alla tassa dice “sì“, invece Assocarni, ma a patto che le risorse siano destinate a obiettivi prioritari. Ma l`ipotesi del prelievo “non esclude la necessità che il governo, come già annunciato dal ministro, intervenga nella fase attuale, e fino all`implementazione dei nuovi sistemi, con risorse proprie, indispensabili per porre la filiera ovina italiana in condizioni di competitività nei confronti degli operatori degli altri Paesi Ue“.

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