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30 Aprile 2019

«Ticket per le chiese un segno di modernità»

«un primo passo verso la maturazione del sistema locale»
«L’ iniziativa della Curia di Lecce, che prevede il pagamento di un ticket di ingresso per alcune chiese monumentali, può essere un primo importante passo verso una reale maturazione del sistema turistico locale». Il Codacons di Lecce, attraverso l’ avvocato Piero Mongelli, spezza una lancia in favore del progetto dell’ Arcidiocesi, che ha affidato alla cooperativa “Art Work” il compito di elaborare un nuovo sistema di visite per quattro chiese leccesi (Duomo con annesso museo diocesano, Santa Croce, San Matteo e Santa Chiara). Un’ idea accolta tra le perplessità di una parte delle guide turistiche che operano nel Salento e che ha suscitato un vivo dibattito pubblico. Per il Codacons, invece, l’ iniziatva può essere la chiave giusta per un salto di qualità del turismo salentino «ancora fortemente ancorato – sostiene Mongelli – alla iniziativa del singolo e non adeguatamente inserito in un reale sistema». Ed in proposito rileva che «il pagamento del biglietto per la fruizione del patrimonio storico -artistico e culturale è praticato in tutto il mondo e non si vede perché non debba poter funzionare all’ interno della città di Lecce soprattutto se (come pare) si preservi la libera fruizione ai cittadini leccesi e ai residenti all’ interno della curia arcivescovile che, se non si erra, coincide con l’ intera Provincia di Lecce. Questo primo coraggioso passo della Curia – continua il Codacons – non solo deve essere sostenuto ma, se possibile, va integrato, allargato, implementato sviluppato all’ interno di vero e proprio sistema turistico della città di Lecce è più in generale dell’ intero Salento. Sistema che sia attivamente animato da tutti i soggetti istituzionalmente interessati allo sviluppo turistico della nostra terra e, quindi, non solo la Curia Arcivescovile ma anche la Regione, la Provincia e il Comune e la Sovrintendenza e, quindi, il Ministero». Secondo l’ associazione, il rischio è che invece i vari soggetti istituzionali viaggino ognuno per la propria strada. «Apparirebbe controproducente, ad esempio – osserva Mongelli entrare per visitare il Castello Carlo V, magari pagare un biglietto di ingresso, e poi scoprire che alcune aree non sono accessibili perché sotto la gestione o la proprietà di un diverso Ente». Da qui, la necessità di un sistema in tegrato. «Ad esempio – suggerisce il Codacons inserire nel biglietto la possibilità di vedere alcune chiese e il museo Castromediano o quello comunale del Must o la visita al teatro Paisiello, potrebbe indurre molti turisti ad allargare la propria possibilità di visita, conoscendo le nostre tradizioni e la nostra cultura allungando quasi naturalmente i tempi di sosta a beneficio di tutto il sistema». Ciò, tuttavia, richiederebbe la formazione di un “consorzio” (o altra forma più consona) costituito tra tutti gli enti interessati che sia in grado di costruire e valorizzare un sistema turistico integrato che garantisca al turista una informazione completa, una vasta gamma di servizi e di possibilità di approccio minimizzando i costi di gestione e, quindi, offrendo servizi qualitativamente alti al minor prezzo possibile. «Questa – conclude il Codacons – è la vera sfida che ognuno di noi deve cogliere dall’ ini ziativa della Curia di Lecce, questo il vero obiettivo che ciascuno deve porsi senza tentennamenti e senza scandalizzarsi del fatto che, per poter godere della bellezza e quindi per poterla preservare, il pagamento di un modesto biglietto appare non certo il problema più importante e che anche il “consumatore di cultura” saprà trarne beneficio».

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