26 Marzo 2008

Ticket, ecopass e altre promesse un fiume di parole

Le contraddizioni del sindaco Ticket sì, ticket no, anzi, tassa di scopo oppure ecopass, e perchè no il numero chiuso o il city pass? Il city pass è l`ultima uscita (ultima in ordine di tempo) dell`assessore alla Mobilità Enrico Mingardi che proprio nei giorni di Pasqua ha detto che per Venezia “diventa improcastinabile la necessità di trovare un sistema di organizzazione dei flussi turistici“. Bene. Bene perchè mancava solo questa all`infinita lista di proposte su come arginare il diluvio di turisti che ogni anno arriva in laguna. Infinita, articolata e perfettamente velleitaria visto che, alla vigilia della bella stagione, di tutte le pensate su come limitare il numero di visitatori (o farlo fruttare meglio) non ne è stata realizzata una. Diceva ad esempio il sindaco Cacciari un anno e rotti fa. “Stiamo lavorando a un progetto che prevede una sorta di numero chiuso per la Piazza e soprattutto per la Basilica“. Era il primo dicembre 2006. Visto niente. Qualche mese prima era stato ancora più minaccioso: “Se non ci pensano i trasferimenti statali saremo obbligati a pensare a una nuova tassa di soggirono“. Qualche mese dopo correggeva il tiro e, il 12 aprile del 2007, annunciava: “Niente numero chiuso, niente ticket, niente blocco ai varchi“. Poi, sempre per bocca del primo cittadino, è arrivata un`altra ideuzza. L`ecopass. Siamo al mese scorso e Cacciari dice: “Questo sistema è importante se l`amministrazione comunale deciderà di attuare un controllo più pervasivo nei confronti dei flussi turistici verso Venezia“. Sull`ecopass ora interviene il capogruppo dei verdi Beppe Caccia che ha presentato un emendamento chiedendo che la scelta dell`ecopass “entri con forza nella discussione sul bilancio di previsione per il 2008“. Questo per vedere se realmente da parte dell`amministrazione comunale c`è la volontà di applicare questa forma di pagamento per chi passa sul ponte della Libertà. Oggetto di chiacchiere senza posa, il ticket sì ticket no ritorna ciclicamente ma raramente trova una comunione di vedute. Qualche mese fa (29 ottobre 2007) l`assessore ai Lavori pubblici Mara Rumiz diceva che non era d`accordo con l`introduzione del ticket “perchè vuole dire selezionare i visitatori“ ma sosteneva che “bisogna mettere un numero chiuso“. Nella girandola di proposte interveniva anche il vicegovernatore Luca Zaia, che nemmeno un anno fa a sua volta pontificava: “Se è necessario contingentare la quantità di persone che entra in una città, introduciamo un sistema di ingresso su prenotazione“. Su questo era d`accordo anche il presidente di Codacons, Franco Conte che nel bel mezzo dell`esate scorsa diceva: “Va assolutamente programmato il numero degli accessi a Venezia“. Ma poi Cacciari ha scosso la testa: “Impossibile“. Sul contigentamento (almeno delle scolaresche) ci sta provando ora l`assessore al Turismo Augusto Salvadori che in tempi caldissimi di ticket non era poi così contrario. “Sono certo che un contributo di due o tre euro non impedirà ai turisti di venire a Venezia“ aveva detto. Era il primo ottobre 2006 ma, da allora, sono arrivati milioni di turisti e non si è visto un euro.

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