15 Aprile 2009

Tia, parte la richiesta del rimborso per l’Iva

 Decine di utenti si rivolgono alle associazioni dopo la sentenza della Cassazione Ogni famiglia potrebbe riottenere una cifra che si aggira tra i 200 e i 350 euro e che salirebbe nel caso delle aziende

EMPOLI. Si stanno preparando, stanno raccogliendo le decine di richieste che arrivano dagli utenti dei comuni del circondario e fra qualche settimana saranno pronte per muovere i primi passi legali. Si tratta delle associazioni dei consumatori della zona, che in questi giorni si stanno attivando per ottenere il rimborso dell’Iva pagata sulla Tia, la tariffa sui rifiuti.  «Si sono presentati ai nostri sportelli già numerosi utenti – dichiara Sabrina Ramello, referente del Codacons nei comuni di Empoli e Fucecchio – e molte altre ci stanno contattando via mail per avere informazioni su come chiedere il rimborso». A queste si aggiungono quelle che si sono rivolte allo sportello Mondo consumatori, in via Raffaello Sanzio. «Sono diversi coloro che sono venuti da noi – racconta Fabrizio Spinelli, presidente dello sportello empolese – per sapere come fare a recuperare questi soldi. Noi li aiutiamo a fare questa richiesta agli organi competenti». Il nocciolo della contesa riguarda il 10% di Iva che ogni famiglia paga sulla tariffa d’igiene ambientale. Secondo le associazioni dei consumatori, e soprattutto secondo una sentenza della corte di Cassazione (la 17526 del 9 agosto 2007), infatti, il pagamento dell’Iva sulla Tia è illegittimo. «E’ come pagare una tassa su un’altra tassa – continua l’avvocato Sabrina Ramello – e i gestori dei servizi devono restituire a tutti i cittadini questi soldi che hanno percepito ingiustamente. Anche se nominalmente la Tia è una tariffa, nella sostanza essa è una tassa perchè ha natura pubblicista e perciò non è possibile pagarci sopra un ulteriore tassa. Tanto è vero che la vecchia denominazione della Tia era Tarsu, cioè tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e nella sostanza niente è cambiato se non il nome dell’imposta». In altri comuni d’Italia è già stata presentato il ricorso alla commissione tributaria provinciale e presto lo stesso potrebbe avvenire nel circondario Empolese-Valdelsa. E’ possibile fare richiesta di rimborso per le bollette degli ultimi dieci anni. Questo significa che ogni famiglia potrebbe vedersi restituita una cifra che mediamente si aggira tra i 200 e i 350 euro e che salirebbe ulteriormente nel caso di aziende e imprese, che hanno una spesa maggiore sullo smaltimento dei rifiuti.

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