14 gennaio 2018

«Ti prego sindaco, fai tornare Roma a splendere»

 

di Antonella AndriuoloMentre si vota per le elezioni amministrative, a Mauro, romano DOC, una cosa sembra essere rimasta immune ai cambiamenti degli ultimi mesi: il degrado. Da ormai un anno in sella alla sua Vespa pulisce la sua città da volontario. Ma ha un sogno che solo un sindaco può avverare5 Jun, 2016di Antonella AndriuoloChi credeva che con il dopo Marino Roma sarebbe diventata la Svizzera si sbagliava. Lo sa bene Mauro Dolci, 48enne romano, che mi racconta la «sua Roma» mentre finisce di pulire la strada che ha adottato in zona Piazza Bologna. È qui che lo incontro, casualmente: si destreggia tra cassonetti stracarichi di vecchi giocattoli, cartoni e sacchi di umido dall’ odore nauseante.Mauro fa il volontario dell’ Ama e, per farlo, non ha partecipato a nessun bando. È lui stesso ad essersi attribuito questo ruolo.Top storiesNon ha lanciato nessun hashtag sul web, come hanno fatto Gassmann e altri attori, per ribadire che #Romasonoio. Lui, con 12 mesi d’ anticipo, ha preso semplicemente in mano la scopa, oggetto che ha poi segnato la sua quotidiana routine.Il movente è un sogno semplice quanto puro: aiutare a ripulire la città.«Da sempre detesto la sporcizia e da un anno, ormai, mi do da fare come volontario per aiutare gli operatori pubblici messi in ginocchio dai continui tagli al personale», mi spiega mentre non smette di svuotare un piccolo cestino talmente pieno da inondare di sporcizia il marciapiede.«Troppa inerzia», secondo il Codacons, quella che ha caratterizzato anche quest’ ultima fase dell’ amministrazione, così l’ associazione dei consumatori ha depositato un esposto alla procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti del Lazio, nel quale si chiama in causa direttamente il commissario straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca.Inerzia che, sicuramente, non appartiene a Mauro che, imperterrito, con indosso un fratino arancione fosforescente, continua a darsi un gran da fare per ripulire. Gli amici lo chiamano«la macchina da guera» (sì, con una «r» sola) perché quando è in forma, Mauro, in una notte, riesce a svuotare più di trenta secchi.Ha vissuto aiutando il padre, ma da quando gli è venuto a mancare, alla fine dello scorso luglio, la sua attività principale è diventata quella di provare a salvare dal degrado una piccola parte di Roma: la sua.«La situazione è andata peggiorando negli ultimi anni; da quando è subentrata la raccolta porta a porta (PAP) ci sono stati tagli al personale con ricadute, a mio parere, percepibili sul servizio di raccolta giornaliera». Questo, secondo Mauro, è accaduto perché si è sovrastimata l’ adesione dei romani alla differenziazione dei rifiuti e, mentre il personale diminuiva, la gente continuava a gettare in strada intere camere da letto.«Una volta – racconta – in Piazza Oreste Tommasini ho trovato un arredamento completo, con un frigorifero infilato per lungo nel secchione e pensare che il servizio di raccolta è completamente gratuito». Secondo Mauro, il degrado di Roma è un mix di colpe difficili da attribuire. «La cattiva gestione della città di sicuro c’ entra, ma anche il comportmaneto e le abitudini dei singoli cittadini fanno la loro parte».Topi, guano, smog, buche, trasporto pubblico sono solo alcuni degli storici nemici di Roma che, però, vista la forzata, decennale convivenza, sono per questa città quasi dei fratelli. In queste condizioni l’ impegno e la dedizione di persone come Mauro diventano strumenti preziosi. Per ora è ripagato solo dall’ apprezzamento della gente, ma gli basta. «È una moneta che arricchisce l’ anima» – afferma – e gli regala qualche piccola, grande soddisfazione. «Una volta – continua – in Via Costantino Maes, dopo aver finito di ripulire, una signora mi ha gridato dal balcone:Lei è un angelo, ha fatto un capolavoro! ».Ormai lui e la sua Vespa formano un’ accoppiata nota in quella che è conosciuta come Zona 3A, che si estende da Porta Pia a Batteria Nomentana, una delle aree più densamente popolate.Il rapporto con gli operatori ecologici, però, non è sempre idilliaco:«Generalmente c’ è una buona intesa, ma per qualcuno sono fonte di svilimento professionale visto che pulisco senza percepire uno stipendio». Prima di salutarlo gli chiedo chi voterà a queste elezioni amministrative così tanto dibattute. «Non te lo posso dire», mi dice, «però spero che sia onesto come sembra dalla televisione: io voglio che Roma torni a splendere come merita».Poi, va via con la sua Vespa, caricando l’ ennesimo sacco nero pronto per essere gettato, proprio come piace a lui, finalmente, in un secchio vuoto.Top Stories.

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