Tetti di spesa sforati in molte classi
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fonte:
- il Tirreno
La norma è ambigua e le sanzioni sono solo minacciate: è caos sul rispetto dei tetti di spesa previsti per i libri scolastici. Ogni anno il Ministero indica dei limiti entro i quali gli istituti devono rimanere; 294 euro per la prima classe della scuola media, 335 euro per il primo anno del liceo classico (IV ginnasio), che diventano 382 al terzo anno: sono tre esempi – i più “sconvenienti” per le tasche dei genitori – relativi all’ anno che sta per cominciare. Era il settembre 2011 e l’ allora ministro Gelmini minacciava il taglio dei fondi (meno soldi) agli istituti che violavano i limiti; il Codacons, di fronte a una quota del 30% di classi fuori legge, rilanciava: la scuola non rispetta il vincolo? «Licenziate il dirigente o dimezzategli lo stipendio». Risultato? Ci sono scuole che anche quest’ anno sforano i tetti: a Pontedera Il Tirreno ha calcolato che sono “out” tutte le classi terze del liceo scientifico e le seconde, terze e quarte del Linguistico, ma di sanzioni, per ora, non c’ è traccia. Tastando il polso ai presidi, emerge un giudizio unanime: «Se ci sono istituti che non rispettano il limite, è una svista del dirigente; sono casi isolati: al rispetto del vincolo prestiamo molta attenzione, siamo responsabili in prima persona e rischiamo un esposto dei genitori all’ Ufficio scolastico regionale (ex Provveditorato)». Neppure alle associazione dei consumatori risultano casi di sforamento del tetto di spesa. L’ interrogativo rimane: sono fuori legge il 30% delle scuole, o si tratta di casi fortuiti? Come è possibile che esistano due letture del fenomeno così agli antipodi? Innanzitutto la norma, che ammette un superamento del 10%, non chiarisce – secondo gli addetti ai lavori – se i libri consigliati debbano essere computati per il raggiungimento del tetto. E così capita che laddove si è fuori dei margini imposti, si corregga il tiro in zona Cesarini, mettendo qualche testo tra quelli suggeriti: le scuole di Pontedera sforano comunque anche senza i volumi non di base. Certo è che un dirigente scolastico a cui sta a cuore il problema non ricorre a questo espediente: chiede piuttosto ai docenti – richiesta per altro abbastanza frequente, dicono i presidi – di rivedere le scelte fatte, prima di chiudere la procedura di adozione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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