Test medicina, il Miur ci ripensa Non dovranno essere rifatti
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fonte:
- Radio RAI 1
Il
ministro dell`Istruzione, dell`Università e della Ricerca, Stefania
Giannini, parla di “una scelta per tutelare i candidati” dopo il
dietrofront rispetto all’annunciato annullamento delle prove e spiega:
“Abbiamo trovato una soluzione”. Non ci sta l’Unione degli studenti
universitari che conferma la protesta già indetta. Il Codacons avverte:
la soluzione di riconoscere la validità di 28 quesiti su 30 potrebbe
scatenare una pioggia di ricorsi da parte dei candidati bocciati
Marcia indietro del Ministero dell’Istruzione. Tornano ad essere validi i test d’ingresso del primo concorso nazionale per l’accesso alle Scuole di specializzazione in Medicina, annullati sabato per una “grave anomalia” verificatasi nelle prove scritte del 29 e 31 ottobre scorsi. Le prove quindi non saranno ripetute perché 28 domande su 30 sono risultate comunque valide. Sarà quindi ricalcolato il punteggio dei candidati non conteggiando le due domande considerate non pertinenti
“ Abbiamo trovato una soluzione che ci consente di salvare i test”, l’annuncio dato in una nota dal ministro dell`Istruzione, dell`Università e della Ricerca, Stefania Giannini, che ha riunito a Roma la Commissione nazionale incaricata questa estate di validare le domande dei quiz per l`Area Medica e per quella dei Servizi Clinici e che ha stabilito che, sia per l`una che per l`altra Area, 28 domande su 30 sono comunque valide ai fini della selezione. Si è così deciso di procedere con il ricalcolo del punteggio dei candidati neutralizzando le due domande per Area che sono state considerate non pertinenti dal gruppo di esperti. “Questa soluzione – ha spiegato Giannini – è il frutto di un approfondimento che ho richiesto da sabato convocando la Commissione nazionale e interpellando l`Avvocatura dello Stato per tutelare gli sforzi personali e anche economici dei candidati e delle loro famiglie a seguito del grave errore materiale commesso dal Cineca”.
Non ci sta l’Unione degli universitari il cui coordinatore, Gianluca Scuccimarra, parla di “u’altra soluzione degna delle beffe del Miur in cui non si conoscono né quali sono le 28 domande considerate valide né quali quelle che saranno cancellate”. Così l’Udu ha deciso di confermare la protesta annunciata per domani. “Forse – continua Scuccimarra – il ministero ha confuso l’1 novembre con l’1 aprile e non si rende conto che sta giocando con la vita di 12mila giovani medici. Di fronte a questa ennesima situazione assurda ancor più di prima l’unica soluzione possibile è una sanatoria a suon di finanziamenti per creare nuove borse di specializzazione. Se questo non accadrà ricorreremo – avverte – a tutti gli strumenti necessari per tutelare i diritti degli aspiranti specializzandi, vie legali comprese”
La decisione del Ministero dell’Istruzione di “risolvere il pasticcio dei test d’ingresso alle Scuole di specializzazione in Medicina riconoscendo la validità di 28 quesiti su 30 nonostante l’inversione delle domande dell’area medica con quella dei servizi clinici, potrebbe scatenare una pioggia di ricorsi da parte dei candidati bocciati”. L’avvertimento arriva dal Codacons che sta valutando la fattibilità di una azione collettiva al Tar del Lazio per conto dei medici che non hanno superato le prove del 29 e 31 ottobre. “In presenza di un errore materiale accertato e di tale portata, non si può pensare di chiudere la vicenda cambiando le regole del gioco – spiega l’associazione dei consumatori – Questo perché chi si è iscritto al concorso lo ha fatto sulla base di criteri fissati dallo stesso ministero, che non possono essere modificati a posteriori per correggere gli effetti di un errore. La decisione del ministero, quindi, potrebbe legittimare i ricorsi di migliaia di medici bocciati ai test”. Secondo il Codacons, il ministero “non ha altra scelta: deve consentire l’ingresso alle Scuole di specializzazione a tutti coloro che hanno sostenuto le prove del 29 e 31 ottobre. Se non lo farà – spiega il presidente Carlo Rienzi – ci sarà un gigantesco contenzioso nelle aule di tribunale con il Tar che potrebbe rimettere in gioco gli esclusi con conseguente paralisi delle scuole di specializzazione”.
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