8 Settembre 2021

TEST DI MEDICINA, TRE DOMANDE SBAGLIATE/ Ministra Messa ammette: “Verranno annullate”

Verranno quasi sicuramente annullate le domande del test di medicina che sono state contestate negli ultimi giorni dai diplomati. A farlo capire è stata la ministra dell’università Maria Cristina Messa, che intervenendo stamane presso la trasmissione The Breakfast Club su Radio Capital, ha spiegato, senza troppi giri di parole: «Devo riuscire a fare le graduatorie tenendo conto degli errori, annullando le domande sbagliate o comunque quelle che sono sotto verifica». Come prospettato, quindi, l’elenco degli ammessi verrà elaborato tenendo conto di tre domande del test di medicina in meno, quesiti che avevano fatto storcere il naso ai più e che avevano portato il Codacons a fare ricorso al Tar e il deputato grillino Tuzi a presentare un’interrogazione parlamentare.

La Messa ha aggiunto: «E poi orrei incontrarmi con le commissioni che preparano i test per riuscire a dare qualche cosa di un pochino meno debole per il prossimo anno», forse riferendosi ad alcune domande di cultura generale apparse nel test un po’ bizzarre, come ad esempio una su che cosa fosse una zapoteca. Staremo a vedere come evolverà la vicenda, sicuramente le polemiche non sono una novità per il test di medicina. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

A pochi giorni dal test di medicina 2021, emergono le prime contestazioni alla prova scritta e nel mirino sono finite tre domande, ritenute sbagliate. Come riferisce il Corriere della Sera, tre questioni poste agli aspiranti medici meritano una riflessione e precisamente la domanda numero 21, di chimica, “infilata tra quelle di logica – scrive il quotidiano di via Solferino – e peraltro con una risposta ritenuta non corretta”. Focus anche sulla 23, formulata secondo chi contesta in maniera ambigua, e infine la domanda numero 2, che non sarebbe congruente alle regole del testo. Una contestazione che rischia di mettere in discussione la graduatoria finale di quello che resta il test più atteso e ambito dell’intero panorama accademico italiano (in 76mila i diplomati presentatisi all’esame su 14mila posti).

La protesta, come spesso e volentieri accade in queste occasioni, è scattata sui social, quindi sui giornali locali, e poi ci ha pensato il Codacons a rincarare la dose, annunciando un ricorso al Tar della regione Lazio per irregolarità e violazioni delle disposizioni. A chiudere il cerchio è stato quindi Manuel Tuzi, deputato del Movimento 5 Stelle della commissione Cultura, che ha presentato un’interrogazione parlamentare alla ministra Messa per “far luce” sulla “presunta presenza di quesiti errati e di risposte non abbinate correttamente”.

“Gli studenti vedrebbero alterato il punteggio finale – spiega ancora il grillino – e sappiamo che a volte si entra per pochi centesimi di punto. La presenza di domande errate influirebbe sulla graduatoria e sulla possibilità o meno di accedere al corso di laurea, o all’università inserita come prima scelta”. Il ministero ha fatto sapere che i tecnici stanno lavorando per analizzare le segnalazioni, anche perchè i tempi stringono, tenendo conto che il 17 verranno pubblicati i punteggi ottenuti dai candidati, e il 28 la pubblicazione.

In ogni caso, qualora le tre domande venissero ritenute realmente poco corrette, a quel punto le stesse potrebbero venire escluse dalla valutazione finale, un po’ come accadde già nel 2020, quando venne annullata una domanda e si decise di valutare il test sulle altre 99: staremo a vedere.

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