4 Novembre 2014

Test di medicina nel caos e accuse di copiature

Test di medicina nel caos e accuse di copiature

• Test di medicina. Un vero rompicapo in tutti i sensi. Caos e polemiche in tutta Italia: 2 test su 4 sono da rifare. Con le prove annullate, 12 mila specializzandi saranno richiamati il 7 novembre. Intanto il Codacons annuncia una class action contro il Ministero. L’ ex ministro Carrozza dice «giovani medici umiliati». Anche Asso -Tutela di Roma interviene dicendo «i medici vanno risarciti del danno e dell’ umiliazio ne subita». Un «polverone» che si è alzato dappertutto. Non è esente neppure Potenza, Campus di Macchia Romana, dove arriva la denuncia di presunte irregolarità (nelle prove alcuni ragazzi avrebbero copiato) di un padre (che preferisce mantenere l’ anonimato) di uno degli aspiranti specializzandi. Il racconto riguarda l’ ultimo dei quattro giorni di accesso alle specializzazioni mediche. Il dito è puntato contro l’ aula D, numerosissima con 39 concorrenti, mentre nelle altre aule i partecipanti alle prove erano 11. Nella famigerata aula D secondo l’ accusa «i punteggi sono stati mediamente superiori a tutte le altre aule in ogni singola prova, eccetto quelle individuali dove un candidato non può collaborare con un altro concorrente per la stessa specializzazione altrimenti lo agevolerebbe». Da questa considerazione emerge il sospetto che sarebbe stata predisposta un’ aula molto affollata (39) perchè in tanti si collabora o si copia meglio. E ancora «mentre nelle altre aule i candidati sono stati assegnati alle postazioni in ordine alfabetico, nell’ aula D sono stati liberi di scegliere il posto. Chissà in vista di una probabile collaborazione…». Intanto la polemica impazza sul sito facebook di federspecializzandi. Ecco il post di un concorrente che ha svolto le prove nell’ aula A dove a suo dire «tutto si è svolto perfettamente al punto che concorrenti e componenti della commissione ci siamo reciproca mente complimentati». Poi punta il dito contro l’ aula D (con 39 partecipanti) «già dal primo giorno avevamo avuto la sensazione che qualcosa non fosse andato per il verso giusto. Una signora che stava aspettando che sua figlia (la ragazza era nella mia aula) finisse la prova, passando davanti all’ aula incriminata ha potuto osservare dal vetro della porta che i nostri pseudocolleghi erano intenti a parlare e confrontarsi… liberamente. La signora, ha fatto vedere ad un vigilante la situazione poi ha chiamato i carabinieri. Intuito quello che stava accadendo, i ragazzi dell’ aula D all’ arrivo dei militari si sono fatti trovare in religioso silenzio. I carabinieri non hanno potuto fare altro che invitare la signora a provvedere a fare formale denuncia. Dopo tutto questo, dall’ interno dell’ aula hanno coperto la piccola parte di vetro da cui era possibile da fuori vedere cosa accadesse. Il responsabile d’ aula, evidentemente preoccupato, avendo visto non lontano dalla porta con il cellulare in mano mio padre che, nell’ impegnare l’ attesa, stava passeggiando su e giù, gli ha chiesto se per caso avesse filmato qualcosa e addirittura gli ha chiesto il nominativo. Ovviamente si aggiungerà anche la mia denuncia, i carabinieri di Potenza mi hanno detto di farla nel mio comune di residenza».

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