TESSILE/ CODACONS: CONTRO CINA SI VINCE CON QUALITA` E TIPICITA`
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fonte:
- TM News
Ok misure per salvaguardia lavoro, ma dannose per redditi bassi
Roma, 27 apr. (Apcom) – “E` vero che queste misure di protezione andrebbero ai danni dei consumatori italiani ed europei perché si tratta di prodotti a basso costo che possono soddisfare i bisogni delle famiglie meno abbienti. Ma è vero anche che i consumatori europei hanno a cuore l`economia complessiva del loro Paese e quindi sono preoccupati che decine e decine di posti di lavoro possono essere cancellati“. Quindi sarebbe opportuno giocare la partita con la Cina “puntando sulla qualità e la tipicità dei prodotti“. E` il punto di vista del Codacons, sulla presa di posizione del Financial Times contro la sollecitazione da parte di alcuni Paesi europei alla Ue di introdurre misure di salvaguardia dell`industria tessile minacciata dai prodotti cinesi. Per il quotidiano londinese, infatti, “reintrodurre quote di contingentamento sull`import di tessile dalla Cina, significherebbe imporre una tassa che peserebbe soprattutto sulle famiglie povere, che spendono una cospicua parte dei loro redditi su prodotti come le T-shirt e i jeans“.
“Inoltre – spiega Carlo Rienzi presidente dell`associazione – i consumatori italiani sono disponibili a non acquistare prodotti a basso costo sulla pelle dei lavoratori: non esistono ancora sufficienti garanzie che queste produzioni non sfruttino il lavoro dei minori, delle donne, dei carcerati ecc“.
In sostanza, precisa Rienzi, “ci sono due ragioni che mirano a favore di queste misure di protezione e una complessiva, quella del mercato globale, che è contro“.
La ricetta per il Codacons passa, quindi, attraverso un miglioramento della qualità e della tipicità dei prodotti. “Si deve aumentare la produzione tipica e di qualità – dice – per poterla vendere in questi Paesi dove intanto cresce la ricchezza e la domanda di prodotti europei a costi non tanto bassi. Così si può dare impulso alle aziende che soffrono la concorrenza e si può portare un miglioramento della nostra bilancia dei pagamenti con un aumento delle esportazioni“.
“Io credo – prosegue Rienzi – che si dovrebbero fare accordi economici con Paesi come la Cina basati sulla garanzia che i prodotti che arrivano dai Paesi europei siano prodotti in modo lecito e senza utilizzare personale a bassissimo costo. Prodotti che – ipotizza – potrebbero avere un marchio di garanzia di un certo tipo, che è indice di prodotti a basso costo, ma di qualità che mirano ai bisogni delle famiglie meno abbienti“.
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