Tessere fedeltà e altre scorciatoie per anticipare gli affari
-
fonte:
- La Stampa
Si chiamano «nice price», «pre zzi più bassi per sempre», «offerte esclusive» e «sconti immediati», ma si leggono «saldi». Basta una rapida occhiata tra i negozi del centro per capire chi ha deciso di non rispettare le regole e iniziare ad abbassare i prezzi in anticipo, anche se di poco. Ieri gli esercizi commerciali si potevano agevolmente dividere in due categorie: vuoti e pieni. Dieci volte su dieci, i primi sono quelli che attendono con diligenza l’ inaugurazione ufficiale dei ribassi, i secondo quelli che invece hanno preferito giocare d’ anticipo. Terza opzione la saracinesca abbassata, come nella boutique «San Carlo dal 1983» in piazza San Carlo e nei punti vendita «Tiger», apprezzatissima catena low cost danese e «Muji», multinazionale di arredamento e abbigliamento giapponese. Oltre le regole Per il resto, vale davvero tutto. C’ è chi non si fa troppi problemi ed espone in vetrina fumetti e cartelloni che segnalano i ribassi, chi addirittura i capi etichettati con il doppio prezzo prima e dopo lo sconto, mentre altri scelgono un più discreto prezzario appeso all’ interno del negozio. Diverse associazioni di consumatori – Codacons, Unione nazionale consumatori, Federconsumatori, Adusbef, Adoc, per citarne qualcuna – sono concordi nel dire che i saldi vanno liberalizzati anche nei giorni prima del Natale, come succede negli Stati Uniti con le promozioni del «Black Friday» o in Gran Bretagna con il cosidetto «boxing day» il 26 dicembre, quando iniziano le svendite post-natalizie. Ma la legge parla chiaro: sono vietati non solo i ribassi anticipati, ma anche tutte le promozioni speciali e gli sconti trenta giorni prima della partenza ufficiale. A non rispettare il divieto sono soprattutto i punti vendita della grande distribuzione, che tra sborsare qualche centinaio di euro per la multa e rinunciare a una giornata di incasso sembrano non avere nessun dubbio. Qualche esempio? La catena di accessori e bigiotteria inglese «Accessorize» già ieri esponeva borse e portafogli a metà prezzo, mentre la spagnola «Desigual» se l’ è cavata con un ammiccante cartellone con «il 30 noi, il resto voi». L’ espediente della tessera Sempre più diffusi sconti e promozioni legate alle tessere fedeltà, un espediente per anticipare gli sconti: i titolari delle carte sono invitati via mail o sms a partecipare alle promozioni in esclusiva, oltre che in anticipo. Poco importa se una volta in negozio nessuna vieta ai nuovi clienti di rimediare e sottoscrivere una carta per l’ occasione. Se dal punto di vista del consumatore la possibilità di giocare d’ anticipo e approfittare di più promozioni durante l’ anno è allettante, non vale lo stesso per i commercianti che invece per esporre il cartello «saldi» aspettano la sera della vigilia dell’ apertura. «Anno dopo anno, la situazione è sempre la stessa: c’ è chi rispetta la legge e chi invece fa come gli pare – commenta Monica Martinelli, titolare di un negozio di abbigliamento per bambini e accessori in via San Francesco d’ Assisi -. Ho anche chiamato i vigili, ma non è successo nulla. Già prima di Natale c’ era chi esponeva gli sconti in vetrina: le leggi o valgono per tutti o per nessuno». [n. fer.]
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
