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25 Gennaio 2011

TESSERA TIFOSO: FEDERSUPPORTER, UN BUSINESS DA 2 MLD L’ANNO

TESSERA TIFOSO: FEDERSUPPORTER, UN BUSINESS DA 2 MLD L’ANNO
 

(AGI) – Roma, 25 gen. – "Una misura di sicurezza? No, un’operazione di marketing". Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter (il "sindacato" dei tifosi, che giusto oggi festeggia il primo compleanno) boccia senza mezzi termini la tessera del tifoso. E in un convegno promosso in collaborazione con il Codacons da’ i numeri di quello che ai suoi occhi appare soprattutto un "formidabile strumento di business". "Le richieste di adesione al programma sono state 655mila, le tessere effettivamente rilasciate non si sa – attacca -; trattandosi in effetti di carte di credito ‘revolving’, calcolando una media nazionale di 36 pagamenti l’anno per un importo di 83 euro, si arriva ad una spesa media di utilizzo pari a qualcosa come un miliardo e 958 milioni di euro l’anno. Mentre la sola manutenzione costa 133 milioni ogni dodici mesi". Parisi, gia’ docente di Marketing dei Servizi alla Luiss, fa notare come "in Italia le carte di credito vengano utilizzate al 57% come bancomat, al 39% per pagamenti diretti e solo al 4% come prepagate: incentivare quest’ultima funzione aumenta la circolazione di denaro, a tutto vantaggio delle banche e delle aziende coinvolte a vario titolo nell’operazione".  "Che senso ha", si chiede Parisi, "mettere in piedi un baraccone del genere quando nel nostro Paese gli ultras colpiti dal ‘daspo’ (il divieto di accesso agli impianti sportivi, ndr) sono non piu’ di 4.300? Se davvero la sicurezza e’ la preoccupazione numero uno, l’alternativa alla tessera del tifoso c’e’ gia’, e noi di Federsupporter l’abbiamo indicata in una lettera scritta l’estate scorsa al ministro dell’Interno: l’autocertificazione. Una dichiarazione, magari su un modulo-tipo predisposto dal Viminale, con la quale il tifoso deciso ad acquistare un abbonamento o il biglietto per una singola partita attesta di non essere sottoposto a misure di sicurezza e di prevenzione e di non aver mai riportato condanne penali, anche se solo di primo grado, per i cosiddetti reati da stadio. Chi attestasse il falso, sarebbe perseguibile penalmente per il reato di falsita’ ideologica commessa dal privato in atto pubblico mentre le autorita’ sarebbero facilitate nei controlli ex post; senza dimenticare che la tessera del tifoso, non piu’ obbligatoria, diventerebbe davvero quella fidelity card che oggi, di fatto, non e’". Quanto ai profili di illegittimita’ richiamati da un recentissimo provvedimento del Garante della privacy, Gianluca Di Ascenzo, direttore dell’Ufficio legale nazionale del Codacons, ricorda che praticamente tutti i club sono al momento inadempienti nei confronti dei loro "clienti". "Insieme con Federsupporter – annuncia l’avvocato Di Ascenzo – abbiamo messo a punto un fac simile di lettera-tipo che i possessori della tessera dovranno inviare alle societa’ sportive per chiedere di accedere ai dati che li riguardano, di confermarne l’esistenza o meno, di spiegare le finalita’ e le modalita’ del trattamento, di indicare i soggetti ai quali i dati possono essere comunicati". In caso di mancata risposta entro 15 giorni, i sottoscrittori si riservano di ricorrere all’autorita’ giudiziaria o allo stesso Garante". (AGI) Bas 
 
 
 
 
 

 

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