23 Maggio 2002

Tesauro punta il dito su alcune imprese

Antitrust: «I monopoli sopravvivono ancora»

Con il federalismo c?è il rischio di una giungla di norme. Sulle tariffe Rc Auto fenomeni di cartello
Nella Relazione annuale il presidente Tesauro punta il dito su alcune imprese che hanno una posizione dominante sul mercato



LA SALUTE della concorrenza in Italia sta migliorando rapidamente, anche grazie all`intenso decennio di privatizzazioni. E un ulteriore impulso potrebbe essere dato dai «pentiti anti-cartello», ossia dalle imprese che vogliano collaborare a smascherare accordi lesivi di essa: è l`autorevole diagnosi di Giuseppe Tesauro, presidente della commissione Antitrust.
Ma incombe un rischio: quello delle «iper-regolazioni», che potrebbe essere generato dall`impostazione federalista: per Tesauro «occorre evitare una moltiplicazione delle regolamentazioni che avvantaggiano o proteggono situazioni locali». Nella sua relazione annuale, Tesauro non ha mancato di lanciare alcuni siluri: verso i problemi relativi alla riforma dei servizi pubblici locali, soprattutto riguardo la separazione fra gestione della rete e erogazione del servizio, verso le nuove forme di collusione nelle tariffe della Rc-auto, verso il numero elevato di pubblicità ingannevoli, e verso le notevoli rendite di posizione degli ex-monopolisti: in primis, Telecom.
Rc-auto – «La giurisprudenza sulle assicurazioni, dell`Autorità e del giudice amministrativo, coglie al giusto il fenomeno di nuove e più sofisticate forme di collusione». Tesauro plaude così alla decisione del Consiglio di Stato, che ha confermato la maxi-multa alla maggior parte delle compagnie assicurative, sanzionate dall`Antitrust. Immediata la replica di Alfonso Desiata, presidente dell`Ania: «Nessuna collusione, la concorrenza è un fatto reale e verificabile. Il cliente può scegliere quale polizza stipulare e con chi farlo».
Pubblicità ingannevoli – I consumatori sono bersagliati da tutti i media, compreso Internet: false offerte di lavoro che nascondono corsi a pagamento, pubblicità ingannevoli di cure dimagranti.
Tesauro le bolla come «truffe odiose» perchè rivolte ai «più deboli». Ed è indispensabile costruire un «efficace sistema sanzionatorio».
Telecom – L`accusa di Tesauro è precisa: «Ha continuato ad avvantaggiarsi della propria posizione di monopolio. L`obbligo di aprire la rete ai concorrenti, «per quanto necessario, non elimina alla radice il monopolio e le rendite ad esso legate». C`è una sola via percorribile: «il consumatore deve essere effettivamente messo nelle condizioni di poter scegliere tra reti di telecomunicazioni alternative, che sono state di fatto precluse dalla mancanza di diffusione della modalità trasmissiva via cavo». L`Antitrust condannò un anno fa Telecom Italia con una multa di 115 miliardi di vecchie lire, (circa 60 milioni di euro) per abuso di posizione dominante nell`applicazione delle nuove tecnologie a larga banda Adsl e Xdsl. La multa è stata poi ridotta dal Tar del Lazio a circa 57 miliardi delle vecchie lire.
L`amministratore delegato di Telecom, Enrico Bondi ha sottolineato che «la liberalizzazione delle telecomunicazioni in Italia ha già dato grossi risultati».
Le reazioni delle associazioni dei consumatori – Adoc, Codacons e Federconsumatori hanno giudicato la relazione «precisa, puntuale e condivisibile». Ma Tesauro non ha chiarito «dove siano finite le multe comminate dall`Autorità, che dovevano essere destinate a iniziative a vantaggio dei consumatori» e che sono «state sottratte dal Governo con una gravissima iniziativa di dirottamento verso altre categorie».

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