1 Luglio 2015

Terzo mese fuori dalla deflazione Giugno conferma la mini -inflazione

Terzo mese fuori dalla deflazione Giugno conferma la mini -inflazione

ROMA – Giugno conferma la mini -inflazione di maggio, lo 0,1%. E i prezzi al consumo aumentano della stessa entità anche rispetto al mese precedente, secondo le stime preliminari dell’ Istat. Siamo al terzo mese fuori dalla deflazione, ma ancora il tasso non torna su livelli di sicurezza nonostante gli sforzi della Banca centrale europea per portarlo vicino al 2 per cento, grazie al grande piano del Quantitative Easing, con l’ immissione di mi liardi di euro sul mercato e per l’ acquisto di titoli di stato. Nell’ insieme dell’ Eurozona, Euro stat indica un’ inflazione addirittura in frenata allo 0,2% dallo 0,3% di maggio nonostante le immissioni di liquidità di 60 miliardi al mese del quantitative easing di Mario Draghi. Tornando in Italia, l’ inflazione di fondo, al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, è ferma allo 0,6% e sono stabili anche i prezzi del cosiddetto ‘carrello della spesa’. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona hanno infatti una crescita congiunturale nulla e una crescita tendenziale dello 0,8%, la stessa di maggio. Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, vede il bicchiere mezzo pieno e osserva come sia «positivo» il dato sui prezzi perché «conferma il proseguimento del percorso di uscita dalla deflazione». Più pessimista, il presidente di Confesercenti, Massimo Vivoli, ritiene l’ infla zione «sostenuta principalmente da fattori stagionali: segno di una domanda interna ancora troppo debole, seppure in miglioramento». Mentre il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli, parla di un paese «in stallo» e chiede provvedimenti per rilanciare i consumi. I prezzi quasi stagnanti non fanno sorridere neanche le associazioni dei consumatori, perché ostacolano il rilancio dell’ econo mia. L’ inflazione allo 0,1% è «insufficiente per la ripresa dei prezzi al dettaglio», afferma il Codacons. «Quello che serve – dice il presidente Carlo Rienzi – è un deciso input ai consumi perché solo un aumento della spesa consentirà una ripresa dei prezzi al dettaglio e l’ uscita definitiva dalla crisi per l’ industria italiana e per migliaia di negozi». Sulla stessa linea Federconsumatori e Adusbef sottolineano come il ritorno dell’ inflazione sia un «tenue segnale positivo», «ancora insufficiente per poter parlare di ripresa, soprattutto se si considerano le percentuali relative alle possibilità occupazionali nel nostro Paese e alla capacità di acquisto delle famiglie». Infine, l’ Unione nazionale consumatori osserva come l’ aumento dei prezzi sia «artificioso», «slegato da un effettiva ripresa dei consumi delle famiglie» e dovuto solo all’ immissione di liquidità da parte della Banca Centrale Europea.

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