3 Febbraio 2005

Terzo giovedì a targhe alterne per la lotta allo smog

MILANO – Terzo giovedì a targhe alterne per la lotta allo smog. Nelle zone critiche di Milano-Como-Sempione, Bergamo e Brescia. E a Lodi (dalle 8,30 alle 18). Oggi dalle 8 alle 20 si fermano i veicoli catalizzati con targa pari. E dalle 8 alle 20 si fermano anche tutti i non catalizzati (i quali, per altro, è dal 10 gennaio che dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 10 e dalle 16 alle 19 non possono circolare e non potranno farlo fino al 28 febbraio). Dunque possono circolare solo i mezzi catalizzati con targa dispari. E tutti i veicoli elettrici, alimentati a metano, gpl catalizzati e le auto con motore ibrido-elettrico e termico. Più tutti quelli esclusi dal provvedimento per deroga: una lunga lista, al centro di polemiche infuocate, che include le auto degli agenti di commercio, ambulanti, scuole guida, edicolanti, sacerdoti, medici, veterinari… Grazie al vento, i dati ufficiali degli agenti inquinanti di l?altro ieri segnalano le polveri sottili di poco oltre il limite di attenzione europeo: 52 microgrammi. Ma nei prossimi giorni, e fin da oggi, il Pm 10 potrebbero aumentare causa l?indebolimento del vento.
Fin ad oggi il bilancio delle targhe alterne mostra un bilancio in rosso perché il primo giovedì (20 gennaio) ha portato ad una diminuzione del traffico del 24%, mentre il secondo del 22%. In entrambi i casi, secondo i dati ufficiali il livello di emissioni è calato di appena il 17% e i valori delle polveri non si sono abbassati ma addirittura alzati.
«Le targhe alterne sono un inutile sacrificio per i cittadini, una seccatura che non aiuta l?ambiente», non si stanca di ripetere il presidente dell?Aci di Milano, Ludovico Grandi. Secondo lui «le auto sono responsabili a livello regionale al massimo del 10% delle emissioni di Pm10, percentuale che a Milano sale a meno del 20%. Le responsabilità vanno ricercate negli impianti di riscaldamento a gasolio e nei veicoli diesel commerciali e del trasporto pubblico».
Per trovare una soluzione al problema dell?inquinamento, secondo il Codacons «bisogna potenziare e incentivare l?uso del trasporto pubblico: fino a che non sarà conveniente utilizzarli, avremo le strade intasate da ingorghi e smog». E lanciano una proposta al governo: «Si renda deducibile il costo dell?abbonamento a treni e mezzi pubblici dalla dichiarazione dei redditi».

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