29 Novembre 2018

Terzo giorno di stop per le funicolari

NAPOLI. Terzo giorno di stop per le funicolari, tra le proteste dei cittadini costretti a muoversi in una giungla metropolitana a giorni alterni. Terzo giorno di malattia per i capiservizio dell’ Anm. Insorge il Codacons che afferma: «Quanto sta succedendo a Napoli 8 una vergogna». E Nicola Pascale, amministratore unico dell’ azienda di trasporto pubblico, sente di dovere delle scuse «ai napoletani e ai turisti a cui – aggiunge – dobbiamo anche una spiegazione». TERZO GIORNO DI MALATTIA. La funicolare di Mergellina ieri ha anticipato la chiusura dell’ impianto con ultima corsa delle 14,10, mentre l’ impianto di Montesanto si 8 fermato alle 19,10. Causa dello stop anticipato 8 l’ assenza per malattia dei capiservizio in turno pomeridiano, unita all’ indisponibilità di sosti tuti reperibili. Assenza che – ha dichiarato Anm – 8 coincisa con la presentazione dei nuovi orari per l’ apertura prolungata notturna dei servizi di funicolari e metropolitana nei weekend. «È assolutamente assurdo che un servizio di trasporto pubblico venga bloccato a causa dell’ indisponibilità di personale – afferma il presidente Codacons, Giuseppe Ursini – Si mili situazioni non si verificano nemmeno nei paesi del terzo mondo, e a farne le spese sono cittadini e turisti di Napoli, che non potranno usufruire delle funicolari». Per tale motivo «presenteremo un esposto alla Procura di Napoli, chiedendo di accertare fatti e responsabilità alla luce del reato di interruzione di pubblico servizio». Il Codacons promette che «se il problema non sarà affrontato in modo efficace nelle prossime ore, si farà promotore di una class action contro Anm a tutela di tutti i cittadini napoletani». Il numero uno dell’ Anm ribadisce che «il disagio ai cittadini 8 scattato in contemporanea con l’ emanzione dei nuovi turni che prevedono il prolungamento fino alle 2 del mattino solo per il sabato e solo per la funicolare centrale». A bloccare la circolazione 8 il fatto che «alcuni caposervizio si mettono in malattia due ore prima dell’ inizio del turno». Per Pascale l’ obiettivo 8 «il servizio ai cittadini». «Non 8 possibile evidenzia – che la città sia divisa in due di sera. Almeno al sabato si deve collegare su ferro il centro con i quartieri collinari». Argomento, questo, sul quale si sta dialogando da tempo con i lavorato ri «ma abbiamo sempre trovato un muro – spiega l’ amministratore unico dell’ Anm – pur mettendo a disposizione delle risorse per ricompensare chi fa il turno serale». Poi ricorda che in base all’ organico, «ogni addetto dovrà sostenere quel turno solo una volta ogni tre mesi, ogni 120 giorni, quattro volte all’ anno. Mi sembra un sacrificio sostenibile». È duro Pascale: «Bloccare il servizio mettendosi in malattia 8 inaccettabile e temo che non sia un caso visto che accade da 3 giorni consecutivi e con lavoratori diversi. In più chi non 8 in turno e viene richiamato per far funzionare i treni non aderisce allo straordinario che 8 su base volontaria». Lunedì 8 in programma un incontro tra vertici e sindacati.

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