12 Maggio 2011

Terremoto-burla, deserte aule e uffici Sono para-sisma questi romani

Tormentone sul web, la Capitale celebra il non evento. L’Aduc: "Assenteismo al 20%". E Chinatown si ferma.
 

U n tempo i romani erano soprattutto S.P.Q.R., ovvero "il Senato e il popolo romano".
Duemila anni dopo, si potrebbe tranquillamente reinterpretare l’ acronimo in stile fratelli Vanzina, ma con una piccola variante, e avremmo: "Sono Para-sisma questi romani".
Sì, perché la profezia farlocca – ultima bufala della rete – di un sismologo improvvisato (tale Raffaele Bendandi ) – secondo cui a Roma l’ 11 maggio ci sarebbe stato un terribile terremoto – ha messo in ginocchio la città, con le innumerevoli defezioni dal lavoro e dalla scuola.
Il segretario dell’ Aduc -Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori -, Primo Mastrantoni ha denunciato che "il 20% dei romani non è andato al lavoro" per il terremoto annunciato, all’ Esquilino alcuni negozi cinesi hanno abbassato le serrande e molte famiglie non hanno mandato i figli a scuola e anche gli uffici sono stati disertati.
Molti romani hanno preferito aspettare il terremoto al parco o fare una gita fuoriporta.
Alberghi e agriturismi nei dintorni hanno registrato un picco di prenotazioni.
BUFALA SUL WEB – La psicosì viaggia sul web ma non solo.
Nen c’ è bar, piazza o panchina di parco in cui non se ne sia parlato.
Ma è su Facebook che il fenomeno si è allargato.
Numerosi i gruppi nati in attesa del fatidico giorno.
Sulle bacheche è andato avanti il countdown per giorni e giorni.
Poi, mercoledì mattina qualcuno ha tirato un sospiro di sollievo e l’ ha subito condiviso con un gruppo, Sono sopravvissuto al terremoto dell’ 11 maggio .
Ma sono poco più di una trentina gli iscritti e allora qualcuno azzarda: "Se semo in pochi, pigliamose Roma".
E avanti.
Ma ci sono anche quelli più cauti, che rilanciano la bufala a tempi futuri: prima o poi una catastrofe ci sarà.
"Secondo gli studi – scrive un membro di un altro gruppo in tema – non è detto che sia oggi, ma potrebbe essere anche fra qualche settimana…
e non è detto che sia a Roma, ma ipoteticamente potrebbe colpire in un raggio di 200 km da Roma".
Certo.
Magari c’ è stato qualche mese fa e non in Italia.
L’ 11 marzo in Giappone, forse? NELLA CAPITALE – "Credo che i romani siano persone troppo serie e scafate per credere a queste sciocchezze", ha dichiarato il primo cittadino Alemanno.
"Non c’ è nessuna evidenza, neppure nelle carte, ed è solo un fenomeno mediatico.
Per cui è tutto a posto e stiamo tranquilli".
Intanto, al Circo Massimo andava in scena il raduno per allontanare la paura del terremoto.
Un gruppo di ragazzi, con torce e candele alla mano, si lanciano in pronostici sempre più precisi.
Il terremoto sarà "alle 10.00", dice Daniele rivolgendosi a Giuseppe, che risponde: "Lo so, infatti io dormo in macchina".
Al centro della conca sono iniziati i balli.
Sono per lo più giovani, ma tra la folla ballante spuntano anche dei capelli bianchi.
Nel centro storico, i turisti se la ridono.
"Ma è assurdo credere queste cose" – dice lapidario – capisco che la commenta Youssef, mentre Ruben, polacco non sa nulla ma all’ idea si dice un po’ spaventato e si rifugia nella preghiera: "Passerò la giornata in Vaticano", dice.
Mentre, all’ Istituto Nazionale di Geofisica si tenta di sfatare il mito con la scienza.
Intanto, il Presidente Codacons , Carlo Rienzi ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma "contro tutti quei soggetti (blog, siti web, tv, radio, giornali, ecc.) che hanno in qualsiasi modo diffuso e alimentato la notizia del terremoto che dovrebbe verificarsi domani nella capitale".

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