18 Agosto 2017

TERREMOTO: SINDACO LEONESSA, STATO CI COLPISCE ALLE SPALLE

Adesso, davvero, non si può aspettare. Mancano solo pochi giorni al primo anniversario della terribile scossa che il 24 agosto 2016 ha precipitato il centro Italia in un incubo di distruzione e dolore, e il bilancio della ricostruzione rimane assolutamente negativo.

Un anno dopo nessuno ricorda più gli annunci politici sparsi a piene mani nel corso del tempo: della parola d’ordine “le casette entro Natale” nessuna traccia, e anche i fatidici “tetti in primavera” si sono rivelati una chimera. Tra caos scadenze, strettoie burocratiche e macchinosità tutte italiane il Paese sta perdendo la gara più importante: quella della ricostruzione del suo patrimonio. Era difficile fare peggio di quanto accaduto a L’Aquila: eppure, a oggi è stata consegnata solo una Sae (e Soluzione abitativa di emergenza) su 7, meno del 10 per cento delle macerie è stato rimosso, la maggior parte delle strutture per l’insegnamento nell’area del sisma è inagibile o distrutta.

Alle richieste d’aiuto degli amministratori locali della zona non si può più rispondere con generiche rassicurazioni. Lo Stato può e deve fare di più per tutelare i suoi cittadini. La settimana prossima non vogliamo assistere alla consueta passerella istituzionale in assenza di impegni seri e tempistiche precise.

“Tra qualche giorno tutti ci ripeteranno i consueti slogan sulla ricostruzione, ma a oggi è stato fatto poco o nulla”, commenta il Presidente Carlo Rienzi. “La ricostruzione del Centro Italia è una priorità nazionale, e non sono più tollerabili ritardi, annunci e lungaggini di ogni tipo”.

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