TERREMOTO CENTRO ITALIA, CODACONS: COME SONO STATI SPESI I SOLDI? TRADITE LE PROMESSE DI UNA RICOSTRUZIONE RAPIDA. FARE LUCE SUI RITARDI
A dieci anni dal terremoto del Centro Italia che nel 2016 devastò Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e numerosi borghi tra Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche, le promesse di una ricostruzione rapida risultano ormai tradite e il lavoro che resta da fare è ancora enorme. Per questo il Codacons chiede oggi di fare piena luce sui ritardi della ricostruzione, ricostruendo e valutando la destinazione delle ingenti risorse pubbliche impiegate dal 2016 ad oggi e verificando eventuali inefficienze e responsabilità.
Il dato più emblematico resta quello sullo stato di avanzamento complessivo della ricostruzione, che a dieci anni dal sisma si attesta ancora attorno al 40%. Ma, al di là dei numeri, basta vedere con i propri occhi le aree colpite dal terremoto per comprendere quanto lavoro resti ancora da fare: cantieri, edifici da ricostruire e intere porzioni di territorio portano ancora oggi i segni del sisma. Una situazione che rende necessario, secondo l’associazione, fare piena luce sulle cause dei ritardi accumulati in un decennio.
«Dieci anni rappresentano un arco temporale enorme nella vita di una famiglia e di una comunità. È inaccettabile che una parte così rilevante della ricostruzione debba ancora essere completata – afferma il Codacons. Il decennale non può essere soltanto il momento della memoria e del ricordo delle vittime, ma deve essere anche quello della trasparenza e dell’accertamento delle responsabilità».
Il Codacons ritiene quindi necessario ricostruire la destinazione e l’utilizzo delle risorse pubbliche impiegate dal 2016 ad oggi, verificando le cause dei ritardi e l’eventuale sussistenza di inefficienze, sprechi, responsabilità o possibili danni per l’erario.
«Di fronte a miliardi di euro di risorse pubbliche mobilitate e ad una ricostruzione ancora incompleta dopo un decennio, i cittadini hanno il diritto di sapere come è stato speso ogni euro e quali siano le ragioni dei ritardi. È necessario fare piena luce sulla gestione delle risorse e accertare eventuali responsabilità. Le popolazioni colpite dal terremoto hanno già aspettato dieci anni: non possono aspettarne altri dieci» conclude il Codacons.
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