5 Aprile 2013

Terremoto caro-benzina a Varese Nel mirino le speculazioni finanziarie

Terremoto caro-benzina a Varese Nel mirino le speculazioni finanziarie

Chiara Frangi Le sette sorelle del petrolio rischiano di finire sul banco degli imputati, e tutto partirà dalla Polizia Tributaria e dalla Procura della Repubblica di Varese. Un’ indagine che è «quasi una tesi di laurea», l’ ha definita il Procuratore Maurizio Grigo. L’ ipotesi che viene formulata è che il prezzo dei carburanti abbia subito rialzi fraudolenti, serviti per arricchire le compagnie petrolifere a scapito dei consumatori. L’ esposto nel 2012 Tutto è partito da un esposto del Codacons, arrivato nel marzo 2012 in moltissime procure italiane, tra cui Varese, dove le indagini sono partite subito. Ora, con un atto firmato dal gip Giuseppe Battarino in cui si ipotizzano i reati di truffa aggravata ed aggiotaggio, la palla passa alle procure di Roma e Milano: «Una questione di competenza territoriale, perché in queste due città si trovano le sedi italiane delle sette maggiori compagnie petrolifere – spiega Grigo – noi trasmettiamo una serie di spunti investigativi: starà a Roma, dove hanno sede Total, Api, Eni, Esso e Q8, e Milano, per Tamoil e Shell, verificare le responsabilità e confermare o confutare le nostre conclusioni. Cioè che c’ è stata un’ azione sui mercati internazionali di Londra e New York, attraverso complesse operazioni finanziarie, per gonfiare i costi delle materie prime, quindi dei carburanti. E il tutto si ripercuote sulle tasche dei consumatori». L’ atto di accusa Ancora la speculazione finanziaria, quindi, è sotto accusa: dopo aver causato la crisi economica più grave dal 1929, ora una parte di queste azioni spregiudicate vengono ritenute l’ origine anche dei rincari di diesel e benzina, che hanno la propria eco non solo nel mercato dei carburanti, ma sui prezzi di tutte le merci, visto che in Italia è ancora il trasporto su gomma a farla da padrone nella distribuzione. E questa volta l’ atto d’ accusa parte da Varese. «Dopo indagini lunghe e complesse siamo in grado di dire che c’ è stato un rialzo dei prezzi dovuto a speculazioni sui mercati delle Commodities, ovvero delle materie prime – spiega il Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria, Giuseppe Fugacci – Un dato fornito dagli esperti che abbiamo consultato: tra il 2008 e il 2010 è stato estratto greggio per un valore di sette miliardi di dollari, ma le compravendite, grazie alle operazioni di finanza speculativa, hanno toccato un valore di 57 miliardi». Facile capire come questo possa influire sul prezzo finale, che ogni consumatore si ritrova a pagare alla pompa di benzina. In Italia, poi, i carburanti hanno un costo mediamente più alto che nel resto d’ Europa. Questo però, spiega Fugacci, è anche dovuto alla particolare conformazione del settore commerciale, che porta ad un rialzo “naturale” dei costi: «Nel nostro Paese, ad esempio, è meno diffuso il self service, che fa risparmiare qualcosa, e sono poche anche le pompe di benzina legate ai supermercati. In più, in Italia c’ è un numero doppio di distributori rispetto alla Francia, ad esempio: questo porta ad un’ organizzazione logistica più complessa, quindi più costosa». La responsabilità dei costi, però, è sulle spalle delle compagnie perché, spiega Grigo, «il guadagno dei gestori è solo di quattro cent al litro». Non si fa attendere la reazione dell’ Unione Petrolifera Italiana, che sottolinea come «al momento ogni affermazione in merito alla presunta esistenza di reati accertati è del tutto infondata», perché le aziende hanno «la consapevolezza di avere sempre rispettato le norme di legge vigenti». Saranno le procure di Roma e Milano a deciderlo, definendo anche le eventuali responsabilità.

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