3 Novembre 2015

Termini: tutto quello che è accaduto ci servirà da lezione

Termini: tutto quello che è accaduto ci servirà da lezione

Domenico Bertè «La crisi si può dire finita». Il presidente dell’ Amam Leonado Termini esce da una riunione del consiglio d’ amministrazione che dura fino alle 23. «La situazione è ormai tornata alla normalità. L’ erogazione di oggi arriverà fino alle 23, un’ ora in più del solito». Passata la tempesta arriva il momento di tirare le somme di questi dieci giorni a secco. -Ma qual è la cosa che è andata peggio nella gestione della crisi. «Di certo la comunicazione con i cittadini, non siamo riusciti, a dare loro una risposta immediata a tutte le domande. L’ aspetto positivo è stato sicuramente l’ aver potuto riscontrare un spirito di abnegazione incredibile da parte di tutti gli uomini di Amam». -Nelle prime ore della crisi, ci sono stati momenti di alta tensione quando nel Municipio di Calatabiano si tenevano le riunioni per decidere il da farsi. «Il sindaco per 4 volte non ci ha permesso di intervenire, ci ha allontanato dal tavolo, siamo stati costretti a rivolgerci al Co mando dei carabinieri delpaese per poter aver un posto in quella riunione. In precedenza avevamo anche chiamato la Prefettura di Messina che si era messa in contatto con quella di Catania per sciogliere questa matassa. Ma, lo ripeto, abbiamo dovuto chiamare i carabinieri per poter essere parte di unproblema così serio. La crisi era stata risolta, ad un certo punto. L’ acqua era tornata a Messina, martedì, poi il nuovo smottamento e quel punto, con il sostegno di Genio civile, geologi, Forestale abbiamo ripreso a lavorare per una nuova soluzione. Nessuna sot tovalutazione». -Mercoledì sera, a sei ore dalla riunione plenaria con la vice prefetto Cerniglia, arriva l’ intervento del prefetto Trotta che prende in mano le redini delle operazioni. «Se il rappresentante di governo ha deciso così, avrà fatto del le valutazioni che lo hanno indotto a muoversi in tal senso». – Il Codacons , ma anche altre associazioni di cittadini sono pronti a chiedere risarcimenti per questa crisi così lunga. «Stiamo valutando cosa sia possibile fare per avvicinare la nostra Azienda alla città, ma non posso parlare di risarcimenti. Non ci potranno essere ripercussioni in bolletta». – Edil futuro? Messina resterà appesa alla speranza cheque sto tubo largo un metro e lungo 75 km resti sempre integro? «Con Siciliacque abbiamo già avviato una interlocuzione, vogliamo fare più bypass. Uno solo non basta, servono delle alternative. Non solo. Ho già detto loro che quell’ acquedotto è nato per Messina e che va riparato perché arrivi in città. È un servizio e non dobbiamo avere l’ obbligo di dover poi comprare l’ acqua dell’ Alcantara. Dobbiamo solo poterlo fare. Ma i due punti di rottura vanno sistemati». L’ Amam chiede scusa ai messinesi? «C’ è grande rammarico e grande rabbia per ciò che è successo».

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