22 aprile 2018

Tercas, via all’ azione collettiva Codacons punta ai risarcimenti

`i consumatori avviano la procedura per diventare parte civile nel processo `tecnicamente si tratta della nomina di persona offesa da inviare alla procura
RISPARMI IN FUMO Nella vicenda Tercas, e nel caso specifico dei risparmiatori truffati, il Codacons, Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, ha lanciato ieri un’ azione collettiva per mettere a disposizione degli interessati la nomina di persona offesa da inviare alla Procura di Roma. Si tratterebbe del primo atto che permette ai danneggiati di segnalare la propria posizione di soggetto offeso e, in caso di rinvio a giudizio, si potrà successivamente effettuare la costituzione di parte civile allo scopo di ottenere il risarcimento dei danni subiti. I TITOLI VENDUTI Lungo la tortuosa storia della banca di corso San Giorgio ai risparmiatori furono date informazioni inadeguate e incomplete circa il rischio e le condizioni di negoziabilità del titolo venduto. Famoso è il caso delle azioni spacciate e vendute come pronti contro termine, titoli dunque di natura completamente diversi e molto meno sicuri. E per la vendita di tali azioni Tercas fu portata una valutazione errata del profilo di rischio di ciascun acquirente. I risparmiatori, poi, non sarebbero stati informati correttamente non solo sul rischio dell’ investimento, ma anche sul fatto che il titolo Tercas fosse illiquido, cioè non negoziabile in un mercato regolamentato dove lo si può acquistare e vendere facilmente: la banca, come sostennero i legali nominati dalla Federconsumatori, per assistere gli azionisti avrebbe dovuto spiegare bene che del titolo Tercas non ci si poteva disfare facilmente, ma di fatto si poteva cedere solo se un altro risparmiatore fosse disposto a comprarlo. Tanto che a persone anziane che in vita loro avevano investito al massimo solo in prudentissimi Bot, le obbligazioni dello Stato, era stato attribuito un profilo di persona abituata ad effettuare investimenti altamente speculativi. IL SEQUESTRO L’ azione collettiva del Codacons segue a qualche giorno di differenza il sequestro della Guardia di Finanza di 525 milioni di euro tra ville, terreni, partecipazioni in società e somme di denaro nell’ ambito della vicenda che vede coinvolti vari imprenditori, tra cui Raffaele Di Mario con la sua Dimafin, accusati di aver contribuito a causare il dissesto della banca Tercas, insieme ai vertici della stessa. LE USCITE L’ ipotesi di reato è la bancarotta fraudolenta, in relazione soprattutto alla serie di mutui e finanziamenti improbabili concessi illegittimamente ad aziende e imprese che non avevano alcuna possibilità di rimborsarli. Oggetto di indagine anche numerose operazioni e bonifici che vedono coinvolte società e banche, sempre collegate alla Tercas, con sede in San Marino. FILIALI CHIUSE Ma a preoccupare l’ Istituto c’ è anche la vicenda di clienti che sempre più spesso trovano alcune filiali chiuse. Tutto dipenderebbe nel verbale di accordo sindacale sottoscritto dai vertici della Popolare di Bari e dalle organizzazioni sindacali, che, per ottenere una decisa riduzione dei costi, prevede fino al 31 dicembre del 2020 un piano di risparmi. Maurizio Di Biagio © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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