27 Ottobre 2020

Terapia intensiva sold out e reparti in sofferenza Cercansi spazi anti Covid

attesa. all’ ompa non c’ è più posto per i ricoveri, già in eccesso si valuta se attivarli nella rianimazione del giovanni paolo ii
Carmelo Riccotti La RoccaIl sistema sanitario provinciale è di nuovo sotto pressione. Si tratta di un dato incontrovertibile e prevedibile in considerazione dell’ aumento esponenziale dei ricoverati. Nella giornata di ieri i pazienti Covid all’ interno degli ospedali iblei erano in totale 28, di questi 23 ricoverati all’ Ompa e 5 al Maggiore di Modica che da qualche giorno è diventato di nuovo Covid Hospital. Infine, altre 23 persone sono assististe nelle “aree grigie”, appositamente predisposte in ogni ospedale (5 a Modica; 4 a Ragusa e 14 a Vittoria) in attesa di comprendere se sarà necessario il ricovero. Il Maria Paternò Arezzo, dunque, non riesce più a sopperire all’ emergenza ed è per questo che sono stati attivati altri nosocomi per cercare di dare risposte immediate ai pazienti Covid. Nelle ultime ore si è anche parlato di circa 20 persone in attesa di un ricovero, notizia non confermata dall’ Asp. Il tutto in attesa del potenziamento annunciato dal direttore generale dell’ Azienda Sanitaria Provinciale, Angelo Aliquò, che alla Conferenza dei sindaci ha comunicato il piano, concordato con l’ assessore regionale alla Salute, per portare i post Covid a 150 (in più ospedali) e 15 in Terapia Intensiva all’ Ompa. Oggi, invece, i posti disponibili al Maria Paternò Arezzo sono 15 nel Reparto di Malattie Infettive e 5 in Terapia Intensiva. In buona sostanza non solo i posti all’ Ompa sono esauriti, ma vi sono più ricoverati di quanti al momento ne potrebbero stare in Reparto. Da qui la necessità di trovare, e subito, delle soluzioni alternative. In questo senso, in una recente intervista televisiva, Aliquò ha parlato della possibilità, sempre per dare risposte ai pazienti Covid, che possa essere attivata la Rianimazione del Giovanni Paolo II di Ragusa. Il manager ha spiegato che il problema maggiore non è tanto l’ attivazione dei posti, ma la carenza organica del personale sanitario e, in particolare, degli anestesisti. Il livello non è ancora quello di marzo/aprile dello scorso anno, ma e chiaro che tutto il sistema sanitario è in affanno. Dai pronto soccorso arrivano notizie di ambulanze tenute in fila per ore prima di poter portare in Reparto i pazienti e dei tempi di attesa per la sanificazione delle vetture che via via si allungano sempre di più. A questo si aggiungono anche le problematiche riscontrate dai pazienti nel prenotare una visita o confermare un ricovero programmato. Fino a qualche settimana fa, dalle nostre pagine, Aliquò parlava di ottima tenuta del sistema negli ospedali che, fatta eccezione per quello di Vittoria, riuscivano a dare continuità alle ordinarie attività ed a quelle programmate. Oggi, invece, arrivano segnalazioni di visite spostate e ricoveri programmati rinviati, segno che l’ emergenza Covid sta condizionando pesantemente l’ attività dei Nosocomi Iblei. Insomma, le norme anti-Covid rendono tutto più complicato per il personale sanitario, per i pazienti, e per i parenti chiamati ad assistere le persone ricoverate che molto spesso si trovano a scontrarsi con medici ed infermieri. «La mia compagna – racconta Enrico – ha partorito all’ ospedale di Modica il 24 ottobre scorso, ma è stato tutto molto complicato. Assistenza zero, ha chiesto una cosa ad un’ infermiera del Reparto e si è sentita rispondere con la frase: “non siamo mica in hotel”; dobbiamo soltanto ringraziare il fatto che la sera ha montato di turno un’ infermiera che conoscevamo ed ha avuto un occhio di riguardo nei suoi confronti, ma credo che soprattutto in un periodo del genere in cui i parenti non possono entrare ad assistere i ricoverati, si dovrebbe avere più assistenza dal personale sanitario». Racconti frequenti che sono frutto di una situazione che vede da una parte il personale sanitario impegnato a gestire una situazione pesante e dall’ altra i parenti frustrati dal fatto di non potere assistere i familiari come nel passato. Ritornando ai Reparti Covid, appare evidente che un potenziamento sia necessario e in breve tempo. Non si può continuare a restare con tutti i posti di Terapia Intensiva occupati, non può accadere ciò che nella primavera scorsa è accaduto in alcuni ospedali del Nord dove i medici erano costretti a scegliere tra le persone da curare. Riguardo la Terapia Intensiva, tra l’ altro, è intervenuta anche la deputata del M5S, nonché presidente della commissione Affari Sociali, Marialucia Loreferice che se la prende con il governatore Musumeci. «La rete dell’ offerta assistenziale va potenziata – afferma Lorefice-, serve unire le forze contro il nemico comune. Questo doveva essere l’ obiettivo del presidente Musumeci e dell’ assessore Razza, che molto meglio di me conoscono le già croniche sofferenze del sistema sanitario regionale. Grave che la Regione Siciliana non abbia ancora dato corso all’ implementazione delle terapie intensive e sub intensive. Usi le risorse che il governo centrale ha stanziato. Si assuma personale medico e sanitario che va messo nelle condizioni di operare bene e in sicurezza». Sulla carenza dei posti è stato anche presentato un esposto alle Procure (anche a quella di Ragusa) da parte del Codacons che chiede alla magistratura di avviare indagini penali sulla gestione da parte della Regione e dello Stato.

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