TEMUTA e annunciata, la grande gelata non ha abbandonato l’Italia per il terzo giorno consecutivo
TEMUTA e annunciata, la grande gelata non ha abbandonato l’Italia per il terzo giorno consecutivo, e anzi, se possibile, ha dato un colpo di coda (oggi migliorerà) ancora più violento. Oltre agli agricoltori, ai consumatori e ai turisti, a far le spese di questa improvvisa e inattesa picchiata della colonnina di mercurio sono stati i viaggiatori, che complici gli ultimi giorni di lavoro e le imminenti festività natalizie, non hanno potuto rinunciare a mettersi in viaggio. Già domenica era stata una giornata «tragica». Ieri, puntuale, è giunto il bis: voli annullati a Torino, a Bologna e a Fiumicino mentre il Catullo di Verona è stato chiuso. Con 20 centimetri di neve a Milano, sono stati 15 i voli cancellati a Linate e 10 a Malpensa, più di 80 aerei trattati con complessivi 100mila litri di liquido antigelo, prodotto che ora rischia di essere introvabile. QUASI tutti i treni in ritardo per i binari ghiacciati: 350 quelli a lunga percorrenza cancellati, quasi il doppio quelli regionali. Rabbia tra i passeggeri per le lunghe attese nelle principali stazioni, da Bologna a Milano, da Firenze a Roma. Il Codacons invita Trenitalia a rimborsare tutti con un bonus di 100 euro, mentre l’Adiconsum punta il dito contro i centralini in tilt per le segnalazioni sui disservizi. Il sottosegretario alla protezione civile Guido Bertolaso ha spiegato comunque che «la situazione è critica, ma il Paese non è nel caos. Dieci o quindici anni fa il Paese si sarebbe bloccato, invece oggi non è così. Città come Parigi o Londra sono completamente paralizzate. In Italia ogni grande città è raggiungibile». LA SITUAZIONE meteo che già dal mattino aveva trovato numerosi centri del nord in crisi (è nevicato di nuovo a Bologna e nel nord-est) soprattutto per le gelate notturne e le bassissime temperature, è peggiorata dal primo pomeriggio quando come si prevedeva è tornato a nevicare copiosamente dal Piemonte, alla Lombardia e al Friuli. A Milano, in tre ore, a partire dalle 15, sono caduti 10 centimetri di neve e sono rimaste bloccate le direttrici di uscita dalla metropoli. Le autostrade hanno retto meglio l’urto, con il paradosso che ieri mattina per andare da Firenze a Bologna risultava quasi più conveniente usare l’auto del treno. Il presidente dell’Anas Pietro Ciucci ha spiegato che «la situazione è molto impegnativa ma non critica e sia l’Anas sia le concessionarie hanno messo in campo il massimo delle risorse e dei mezzi disponibili, applicando immediatamente il Piano Neve».
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