Tempio crematorio, le famiglie si rivolgono agli avvocati: il Codacons prepara la maxi querela
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fonte:
- La Stampa
Le richieste di risarcimento da parte delle famiglie toccate dallo scandalo del tempio crematorio di Biella potrebbero essere rivolte non soltanto alla ditta che aveva in appalto la gestione, ovvero la Socrebi, ma anche al Comune di Biella. Lo ipotizza il Codacons, la cui proposta di tutela ha raccolto numerose adesioni non soltanto da Biella, ma anche da Lombardia e Valle d’ Aosta. Abbandonata l’ idea di organizzare una class action, infatti, l’ associazione di tutela dei consumatori ha deciso di partecipare al procedimento penale, affidandosi all’ avvocato Alessandra Guarini: entro 90 giorni verrà presentata una querela, in modo da potersi poi costituire parte civile nel processo. Visto che, come facilmente ipotizzabile, sarà difficile ottenere da Socrebi un risarcimento, che secondo il Codacons sarebbe molto cospicuo, dal momento che si tratta di una società a responsabilità limitata con fondi limitati e debiti legati ancora ai lavori di costruzione del forno, la prima ipotesi è quella di rivolgersi anche all’ impresa funebre Ravetti. Per decidere se sarà possibile bisognerà però aspettare i prossimi passi della Procura: se dovesse venire indagato anche qualche dipendente della Ravetti, che abbia lavorato saltuariamente anche nel forno, questo consoliderebbe un legame che può essere speso in aula. Allo stesso modo, spiegano i legali dell’ associazione, «il ruolo del Comune andrà esplorato, per verificare la possibilità di una responsabilità civile nella vicenda. Avrebbe dovuto verificare e controllare, sarà la Procura a dire se l’ ha fatto». Un ragionamento che, secondo il Codacons, potrebbe reggere anche se nessun dirigente del Comune venisse coinvolto nelle indagini. Per il momento non ci sono infatti indizi che la Procura intenda battere quella strada: anzi, come più volte ribadito, la collaborazione dei funzionari Patergnani e Penna sarebbe stata decisiva per poter raccogliere molte delle prove che hanno portato in carcere l’ amministratore delegato della Socrebi Alessandro Ravetti. POOL DI ESPERTI A dare manforte al Codacons ci sarà anche il pool di esperti che accompagna l’ avvocato Guarini, e di cui fa parte anche l’ ex generale del Ris Luciano Garofano, a cui spetterà il compito di coordinare le varie richieste di esami del Dna: nel caso le urne contengano, come spesso accade, oltre alla cenere qualche pezzetto di osso, possono confermare l’ identità dei corpi che sono stati bruciati e poi riconsegnati ai familiari. Una prova in più, anche se il Codacons precisa che la denuncia può essere presentata anche senza questo ulteriore esame, che ha del resto un costo. Infatti se le prestazioni degli avvocati dell’ associazione saranno al momento gratuite (verranno retribuiti con una parte dei proventi degli eventuali risarcimenti), l’ esame del Dna deve essere pagato dalle famiglie.
MAURO ZOLA
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