Tempi duri per le famiglie italiane. E per le imprese
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fonte:
- Il Mattino
Roma. Tempi duri per le famiglie italiane. E per le imprese, che si trovano a dover fare i conti anche con l’ aumento dei prezzi delle materie prime. Così, la mazzata sui portafogli degli italiani è doppia: dal produttore al consumatore. Sulle speranze di ripresa economica degli imprenditori incombe infatti il rialzo dei prezzi delle materie prime, con percentuali non proprio esigue: da gennaio 2010 a gennaio 2011 la media dei rincari ha sfiorato il 33 per cento. Il calcolo è dell’ Ufficio studi della Confartigianato, che stima un «effetto dirompente» sui costi sopportati dalle imprese manifatturiere per l’ acquisto di beni necessari alla produzione. Ovviamente, nella filiera del mercato le ripercussioni si sentiranno a catena. L’ impatto potenziale sulla platea di imprese, ad esempio, comprese quelle manifatturiere, sarà di 155 miliardi di euro in più in un anno. Non solo. Se andiamo poi a considerare in dettaglio i singoli materiali, ci troviamo di fronte a rialzi stellari: capeggiati dal cotone (+147 per cento) e seguiti da gomma (+91,3), frumento (+73) e stagno (+65,5 per cento), lana fine (+65,3) e ferro grezzo (+52,4). Tra gli altri alimentari, caffé (81,9 per cento), olio di palma (78,3), granturco (69,5), olio di soia (60,2), zucchero (56,5), manzo (48,1), olio di girasole (46,7), orzo (42,2), pesce (39,6), arachidi (38), farina di soia (35,1), banane (29,6). Materie prime cruciali per i consumi degli italiani: «I prezzi delle materie prime sono rapidamente tornati a livelli alti» e le pressioni sui mercati «restano elevate», certifica dal canto suo il Fmi, Fondo monetario internazionale. Inoltre, le agitazioni in Medio Oriente e in Nordafrica «potrebbero aggiungere ulteriore pressione al rialzo per i prezzi alimentari» dice il Fmi aggiungendo che «le prospettive per i mercati petroliferi restano piuttosto incerte». Ma non finisce qui. Le tensioni sui mercati energetici determinano inevitabilmente pressioni rilevanti anche sui prezzi dell’ energia pagati dalle famiglie. A febbraio ad esempio, indica ancora Confartigianato, i prezzi al consumo dell’ energia risultano in salita del 9,8 per cento; i carburanti corrono di più: il prezzo della benzina registra un tasso di crescita tendenziale dell’ 11,8 per cento, quello del gasolio arriva a un incremento su base annua del 18 per cento. «Tutto ciò avrà ripercussioni pesantissime sulle famiglie italiane, con aggravi di spesa che potrebbero sfiorare i duemila euro su base annua entro il 2012» calcola Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che chiede l’ impegno del Governo nel «combattere in ambito mondiale ed europeo le speculazioni che determinano i rincari, per salvare sia le imprese, sia i cittadini». La ripercussione sui costi delle imprese sarà più forte in Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte mentre, a livello di settori, l’ impennata dei prezzi colpisce soprattutto metallurgia ed alimentare, con rincari medi del 37,1 per cento e del 39,3 per cento. Se a soffrire di più sono i piccoli imprenditori, ad essere colpito in modo particolare è l’ autotrasporto: tra gennaio 2009 e 2011 il costo del gasolio per autotrazione è aumentato del 51,5 per cento. La fiammata dei prezzi sta mettendo a dura prova anche gli artigiani i cui margini di guadagno si erodono nel lasso di tempo che intercorre tra l’ acquisizione delle commesse e la consegna del prodotto finito. Nel peggiore dei casi, dicono, si lavora in perdita. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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